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[GUIDA TECNICA] Script Google ADS: guida sugli script AdWords

Gli script Google ADS AdWords permettono, tramite la scrittura di codice sorgente in JavaScript, di implementare funzioni di automazione a Google ADS, possono sembrare complessi ma in realtà sono uno strumento a cui si possono avvicinare senza problemi anche figure che non si occupano di sviluppo software, vediamo come.

Esistono molti tipi di script AdWords già “pre-confezionati” che possono essere copiati e incollati nel vostro account.

Ma, anche con questi script già pronti, un po’ di personalizzazione può fare molta differenza, è solo necessario sapere quali “pezzi” compongono uno script e ciò che sono in grado di fare ognuno di essi.

In primo luogo andiamo ad analizzare ogni pezzo presente nello script nel dettaglio ricordando che gli script sono pezzi di codice JavaScript standard che automatizzano processi noiosi che non si dovrebbero più fare manualmente.

Andiamo a comprendere le parti chiave di uno script AdWords:

Funzioni (Functions)

Le funzioni degli script Google ADS servono per creare parti di codice che si possono utilizzare più volte durante lo script, infatti una funzione è un “pezzo” di codice che esegue un’attività o una procedura e può essere utilizzato più e più volte.

È ciò che dà il via a un’azione in uno script, quindi ne avrete sempre bisogno.

Vedrete il termine

function

seguito dal nome della funzione con parentesi “()” alla fine.

Ad esempio:

function main() {code to execute}

Questa funzione sarà sempre presente nei vostri script AdWords e racchiuderà tra le parentesi graffe {} il codice che verrà processato per l’intero script, è una sorta di codice contenitore che identifica l’inizio e la fine del vostro script per automatizzare operazioni nel vostro account Google ADS.

Altri esempi di funzioni in AdWords possono essere:

function addAdGroup() {code to execute}
function setCampaignBudget() {code to execute}
function pauseKeywordInAdGroup() {code to execute}

I nomi delle funzioni utilizzate da Google sono chiari e intuitivi, le parentesi che seguono possono essere vuote o contenere parametri separati da virgole ed il codice che si desidera eseguire è racchiuso da parentesi graffe “{}” all’inizio e alla fine.

Variabili (Var)
Dopo la funzione in genere vedrete qualcosa come

var keywords

. Espresse come «var», le variabili sono contenitori che memorizzano valori di dati all’interno dello script AdWords. È possibile assegnare un nome alle variabili desiderato, ad esempio

keywords

o

KW

.

Le variabili corrispondono quindi a specifici oggetti ed entità del sistema che si sta interrogando – in questo caso AdWords ed è buona norma utilizzare dei nomi attinenti al set di dati salvato, ad esempio se volessimo creare una variabile attinente alla lista delle parole chiave potremmo definirla

var parolechiave

oppure un set delle parole chiave più cliccate

var parolechiaveCliccate

Oggetti (Objects)
Gli oggetti sono fondamentali in JavaScript. Un oggetto è una collezione di entità (pensiamo a campagne e gruppi di Ad). Negli script AdWords ci sono quattro oggetti Google:

– AdWordsApp: relativo a tutto quello che accade nell’account AdWords
– SpreadsheetApp: relativo al foglio di lavoro Google Sheet in cui vogliamo sincronizzare i dati della campagna
– MccApp: relativo alle proprietà degli account di Google ADS
– UrlFetchApp: relativo alla comunicazione con parti esterne ad AdWords

Quando si inizia, è probabile che si utilizzi solo AdWordsApp. Si può pensare che sia come dire al proprio script di cercare un insieme di dati nell’oggetto chiamato AdWords. Una volta stabilito l’oggetto, si seleziona l’entità al suo interno che si desidera interrogare.

Entità (Entities)
L’oggetto AdWordsApp è composto da entità Adwords come Account, Campagne, Gruppi di annuncio e Parole chiave, ma anche Ad params, Etichette, Pianificazioni degli annunci, Budget e alcuni target. Qui potete trovare l’elenco completo.

Le variabili, gli oggetti e le entità si mettono insieme in questo modo:

var keywords = AdWordsApp.keywords()

In questo caso abbiamo chiamato le tua variabili

keywords

(parole chiave).

Questa variabile corrisponde all’entità nell’oggetto AdWords che è anche chiamata

keywords

.

Mettere insieme il punto tra l’oggetto e l’entità crea un’interazione.

Selettori (Selector)
Avete scelto l’entità

keyword

, ma volete lavorare solo su un particolare insieme di parole chiave nel vostro account?

I selettori si occupano filtrare i dati per voi. In pratica recuperano solo i dati che soddisfano i vostri criteri.

La maggior parte dei selettori ha questi metodi per filtrare e ordinare: conCondition(), conIds(), forDateRange(), orderBy(), conLimit(). È possibile utilizzare più selettori per affinare i dati da esaminare.

Tipicamente ogni selettore è su una riga separata per rendere il codice più facile da leggere.

Ogni selettore è preceduto da un punto (.).

Metodi (Methods)
I metodi sono i comandi verbali in script per i compiti e le funzioni. Get, Set e Add sono esempi di metodi che vedrete comunemente negli script AdWords.

Un'entità può diventare un metodo quando è coinvolta un'azione o una funzione. Qui l’elenco completo dei metodi di AdWordsApp.

Iteratori (Iterators)
Gli iteratori si assicurano che lo script Google ADS continui a spostarsi in sequenza restituendo l'elemento successivo.

Come i possessori di biglietti in un parco divertimenti che rimescolano una persona dopo l'altra attraverso la linea della ruota panoramica, gli iteratori lo fanno con parole chiave o con qualsiasi entità si voglia recuperare.

L'iteratore hasNext() imposta un loop che andrà in iterazione fino a quando ritorna vero. Ogni elemento/oggetto all'interno del loop si ottiene chiamando next().

METTI TUTTO INSIEME
Quando metti insieme tutti i pezzi di uno script hai un qualcosa che assomiglia allo script di esempio che Google fornisce nella sua introduzione agli script.

function main() {
var keywords = AdWordsApp.keywords()
.orderBy("Impressions DESC")
.forDateRange("YESTERDAY")
.withLimit(10)
.get();

Logger.log("10 keywords with most impressions yesterday");
while (keywords.hasNext()) {
var keyword = keywords.next();
Logger.log(keyword.getText() + ": " +
keyword.getStatsFor("YESTERDAY").getImpressions());
}
}

Commentiamo le varie parti dello script
function main() {
Creiamo la funzione principale del nostro script, tutto quello che si trova all'interno delle parentesi graffe verrà inizializzato

var keywords = AdWordsApp.keywords()
.orderBy("Impressions DESC")
.forDateRange("YESTERDAY")
.withLimit(10)
.get();

Abbiamo il primo esempio di selettore di uno script Google ADS, lo script chiede ad AdWords di fornirgli le keywords, che verranno immagazzinate dentro la variabile keywords, ordinate per impression, che corrispondono alla giornata di ieri, per un massimo di 10, il metodo .get() indica di prenderle ed immagazzinarle all'interno di keywords


Logger.log("10 keywords with most impressions yesterday");

Logger.log permette di scrivere parti di testo (string in questo caso) e farle visualizzare a schermo durante l'esecuzione dello script, è un segnaposto utile a capire in quale punto dello script ci troviamo durante la sua esecuzione

while (keywords.hasNext()) {
While è una condizione che chiede allo script di eseguire il codice all'interno delle parentesi graffe finché ci sono keywords nella nostra variabile. Come infatti è indicato l'iteratore keywords.hasNext() che pone la condizione che, unita con while, definisce "finché vengono trovate keywords dentro la variabile keywords, raccolte ovviamente in base alla selezione, esegui il codice racchiuso tra le parentesi


var keyword = keywords.next();
Logger.log(keyword.getText() + ": " +
keyword.getStatsFor("YESTERDAY").getImpressions());
}

Dentro il ciclo while viene utilizzata la parola chiave corrente con var keyword = keywords.next();, viene visualizzato un messaggio a schermo durante l'esecuzione dello script con Logger.log e viene chiesto di far visualizzare le impression di quella parole chiave per il giorno precedente con keyword.getStatsFor("YESTERDAY").getImpressions());

}
Questa è la parentesi graffa di chiusura del nostro primo script AdWords.

ALTRI FONDAMENTI BASE
Gli script AdWords sono sensibili alle maiuscole e minuscole. La convenzione prevede l'uso di camelCaps come in getStatsFor, forDateRange o hasNext.

Gli script possono essere eseguiti fino a una volta all'ora utilizzando un cron definibile direttamente all'interno di Google ADS script.

Cerca sempre il percorso più breve al tuo obiettivo quando scrivi lo script, proprio per questo Google ha reso disponibili un set di comandi completo. Ad esempio se vuoi ricevere tutti gli annunci nelle tue campagne esiste un'entità già impostata. Invece di dover filtrare per Campagna, poi per Gruppo annuncio e poi per Ad, è possibile utilizzare questa comoda entità:

var ads = AdWordsApp.ads();

È quindi possibile aggiungere selettori per chiamare un gruppo specifico di annunci con lo script.

Non eseguire mai uno script senza aver prima eseguito un'anteprima perché gli script possono lavorare anche a livello di modifica delle campagne, qualora avessi bisogno di consulenza custom sugli script E-Commerce School mette a disposizione la sua esperienza per aiutarti a creare lo script Google ADS adatto alle tue esigenze.

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