Ecommerce nel 2018: i trend da tenere d’occhio

Il panorama retail ed e-commerce sta cambiando drammaticamente. Riesaminate lo stato attuale della vendita al dettaglio e vedrete come molti dei negozi che sapevate aperti fino ai ieri, probabilmente oggi sono chiusi o in procinto di chiudere.

Con la conseguenza che molti stanno convertendo i loro store in piattaforme e-commerce. Quanto ai consumi, in Italia il mercato e-commerce vale 23 miliardi di euro, con un aumento del 17% nell’ultimo anno. Crescono anche gli acquisti tramite smartphone, aumentati del 65% e che quest’anno superano i 5,8 miliardi di euro. Un mercato che, nel nostro Paese, è ancora «spot», lontano dai numeri del resto del mondo. Se apriamo gli occhi è guadiamo Oltreoceano, tuttavia, possiamo renderci conto di quali potrebbero essere i trend futuri.

Nel futuro il mercato e-commerce dovrebbe evolvere a ritmo ancora più sostenuto, dato che i maggiori brand abbracciano il potere della ricerca vocale. Negli USA Gli assistenti vocali sono già utilizzati per fare acquisti dal 40% dei Millenials, e si prevede che tale numero supererà il 50% entro il 2020.

Questa trasformazione del panorama della vendita al dettaglio digitale continuerà a crescere solo quando un maggior numero di consumatori integrerà i dispositivi digitali nelle proprie abitudini di acquisto.

Qui di seguito alcune tendenze.

Tendenza 1
Il commercio elettronico sarà più importante che mai nel 2018. Per fortuna, è anche incredibilmente facile iniziare. Aspettatevi di vedere un afflusso di imprenditori approdare nel panorama digitale.

Tendenza 2
Nel 2018 vedremo più aziende investire in chatbot per automatizzare parte del loro processo di servizio al cliente. Il mercato dei chatbot e del servizio clienti automatizzato è in crescita; secondo un sondaggio di Business Insider, l’80% delle aziende prevede l’implementazione dei chatbot all’interno del proprio business entro il 2020, mentre circa il 65% dei consumatori ha già usato un chatbot per fare acquisti negli ultimi 12 mesi.

Tendenza 3
La parola d’ordine è: acquisto personalizzato. Nel corso del prossimo anno, è probabile che i consumatori scelgano sempre più spesso di acquistare con marchi che dimostrino la centralità del cliente in tutte le sfaccettature del loro business, dal marketing personalizzato e attento ai clienti alle politiche di spedizione e restituzione. Questa strategia sarà facilitata dall’utilizzo di personal shopper virtuali e intelligenza artificiale.

Tendenza 4
Naturalmente la tendenza per antonomasia che avrà ancora maggior impatto sul commercio elettronico nel 2018 sarà Amazon. La sua crescita sta continuando a progredire ad un ritmo incredibile, e sta cambiando il modo in cui i commercianti indipendenti devono vendere, pensare e operare online. In questo senso la piattaforma online si integra con lo store offline dove l’esperienza d’acquisto nasce a casa e si conclude in negozio o vice versa.

Tendenza 5
La tecnologia continuerà a trasformare il panorama digitale. I consumatori cercano i progressi tecnologici in tutto, dai sensori alla realtà aumentata (AR) che influenzano il modo in cui i clienti acquistano e interagiscono con i marchi. Del resto, nessuno è più offline al 100%. Gli utenti stanno diventando sempre più abili e tecnologicamente sicuri. Ciò significa che c’è uno spazio interessante da sfruttare tra il commercio elettronico tradizionale (la piattaforma) e l’apertura al dettaglio offline tradizionale. Spazio ancora inesplorato e che premierà gli imprenditori più audaci.

Tendenza 6
Vedremo più marchi adottare una mentalità di abbonamento con parte del loro inventario dei prodotti, strategia che serve per competere con gli altri attori del mercato e che è destinata a crescere esponenzialmente.

Tendenza 7
L’export online avrà un ruolo sempre più determinante, soprattutto per l’Italia. Per export online s’intende il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri che già nel 2017 vale 3,5 miliardi di euro e rappresenta il 16% delle vendite online totali. L’export online è ben più significativo se, oltre alle vendite dirette da siti italiani verso consumatori stranieri, consideriamo le vendite abilitate dagli «intermediari digitali» con ragione sociale straniera (siti delle vendite private operanti all’estero, marketplace stranieri e retailer internazionali). Se ai 3,5 miliardi di euro di valore delle vendite da siti con operatività in Italia a clienti finali residenti all’estero sommiamo il transato intermediato dalle tre tipologie di canali appena citati, l’export digitale triplica il suo valore e raggiunge i 10 miliardi di euro.

 

 

 

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