Internazionalizzare la logistica di un ecommerce e ottimizzarla al massimo per mantenerne efficienza ed efficacia è davvero possibile?
O2 Monde, un brand nato nel 2021 che vende scarpe vegane da donna negli Stati Uniti fondato da Mirco Scoccia, è riuscito a spostare produzione e magazzino dall’Italia, dove sono sempre stati attivi. Come? Grazie all’affiancamento di DotLog come partner logistico.
Mirco Scoccia, di O2 Monde, ed Emilio Cistola, di DotLog si sono resi disponibili a raccontare i dettagli dei vari step che si sono resi necessari per l’internazionalizzazione della logistica. E noi di Ecommerce School li abbiamo raccolti in un interessantissimo caso studio.
L’aumento dell’esportazione all’estero: necessità d’internazionalizzare la logistica
Oggi, rispetto al 2009 l’esportazione di prodotti dall’Italia è aumentata del 67%.
In Europa si esporta principalmente in Germania e Francia, mentre fuori dall’Unione Europea, la principale meta dell’esportazione dei prodotti italiani sono gli Stati Uniti.
Seguono ancora Svizzera e i mercati spagnoli.
Bisogna però sottolineare che esistono ancora molti mercati esteri inesplorati.
Le complessità di internazionalizzare la logistica
Le principali complessità che si possono affrontare durante l’internazionalizzazione della logistica sono legate a:
- Problemi doganali
- Centri logistici con poca comunicazione verso le altre nazioni, che rallentano le tempistiche e rendono difficili gli scambi di informazioni
- Poca disponibilità a scendere a fondo del business del cliente
- Necessità di avere consulenza continuative durante lo scaling
Tutti problemi che anche O2 Monde ha dovuto affrontare e risolvere.
O2 Monde
O2 Monde è un marchio di accessori di lusso che offre calzature sofisticate, sostenibili e di fattura impeccabili, nonché Italian Hand Made.
I suoi prodotti hanno un prezzo accessibile ai consumatori mondani e attenti allo stile e che hanno anche a cuore il pianeta e il loro posto in esso.
Nel 2021 la parola innovazione era sulla bocca di tutti gli imprenditori e iniziava a prendere piede anche all’interno della mente dei consumatori. Ed è proprio con lo spirito di innovare il mondo degli accessori di lusso e delle calzature che nasce O2 Monde.
Al suo lancio, l’azienda era B2C per esaudire il desiderio di mantenere la connessione con il cliente finale il più diretta possibile ma, ad oggi, esiste anche una parte di settore dedicato al B2B.
Ma, nonostante fosse un’azienda innovativa e in un mercato in forte crescita, O2 Monde aveva un problema principale: produceva in Toscana e vendeva negli States.
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Il problema delle logistiche estere per O2 Monde
La prima soluzione che potrebbe venire in mente quando si produce in Italia e si vende esclusivamente negli Stati Uniti d’America è quella di cercare un partner logistico che abbia una sede estera. E, in effetti, O2 Monde l’ha cercato, ma senza successo perché tutti i potenziali partner lavoravano solo con grandi e complesse realtà.
La soluzione è stata quella di cercare un partner logistico che fosse in grado di interfacciarsi con quella che era ancora a tutti gli effetti una azienda in fase di startup.
Quello che deve essere chiaro è che le complessità sono sempre tante, è per questo che a volte l’interlocutore è importante anche e soprattutto in termini relazionali.
Il partner individuato in questo caso è stato proprio DotLog.
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L’impatto sui KPI
La partnership fra O2 Monde e DotLog ha avuto, come sempre accade in effetti, degli impatti non indifferenti sui KPI del brand.
Più nello specifico si parla di:
- -81% dei costi sui resi in USA
- -60% di spedizioni, eliminando così la seconda logistica USA
- -30% di operatività concentrate su DotLog
- -25% di oneri fiscali in Italia
- -30% dell’impatto ambientale prodotto dall’azienda
- -23% di tasse dovute all’importazione
Questi dati sono la prova empirica di quanto una buona logistica possa fare la differenza anche al di fuori del puro discorso logistico.
Le informazioni raccolte da DotLog
È ovvio che risultati come questi non cadono dal cielo, è stata necessaria una fase di selezione, studio e raccolta delle informazioni sulla base delle quali decidere le strategie operative.
In particolare, DotLog si è concentrata molto su 4 domande specifiche e centrali:
- Dove sono i fornitori?
- Qual è l’accordo tra i fornitori?
- Quali sono i parametri di controllo della qualità?
- Quali sono i valori che l’azienda vuole trasmettere?
Oltre a queste, sono state poi considerate anche tutte le richieste e le necessità di O2 Monde:
- Il supporto dedicato al business
- La gestione completa delle pratiche doganali
- La flessibilità lavorativa necessaria
- La qualità nello stoccaggio
- L’autonomia nel ritiro della merce dalla sede produttiva
- La gestione del reso con lo stoccaggio negli USA
E tutto questo senza aver ancora considerato i problemi più generici come quelli legati allo sdoganamento e alla fiscalità!
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Sdoganamento e fiscalità
In questo caso si parla di servizi accessori ma comunque essenziali che DotLog può fornire oltre al contesto puramente logistico.
Il supporto fornito da DotLog per lo sdoganamento, infatti, ha l’obiettivo di rendere identificabile il prodotto nei confronti della dogana italiana. Il meccanismo è molto semplice:
- O2 Monde, tramite DotLog, emette regolare fattura
- DotLog crea un documento di dichiarazione di libera esportazione ed interim
- DotLog controlla la chiusura delle bolle doganali per la verifica dell’esportazione effettuata
Per recuperare il valore dell’IVA a vantaggio di O2 Monde, DotLog si è anche costituita come rappresentante fiscali in Italia. In questo modo O2 Monde può ogni anno recuperare l’IVA parti al valore dei prodotti esportati e ottenere un grande risparmio economico sulle tasse di importazione verso gli USA.
Sostenibilità
Esiste anche la necessità di mantenere la Value Proposition di O2 Monde che è molto legata al concetto di sostenibilità.
La sostenibilità aziendale è stata mantenuta e migliorata grazie a:
- Creazione di un imballo riutilizzabile e capace di rispettare i valori aziendali
- L’imballo interno è prodotto con materiale riciclato
- La spedizione è gestita da un unico intermediario con conseguente riduzione dell’inquinamento atmosferico
Flusso operativo prima e dopo DotLog
Il flusso operativo di O2 Monde, prima dell’intervento di DotLog prevedeva molti passaggi non automatizzati ed è così riassumibile:
- Il cliente effettuava l’ordine sull’ecommerce
- L’azienda produttrice riceveva l’ordine e lo girava alla logistica
- O2 Monde si occupava dell’ufficio doganale mentre il corriere trasportava l’ordine verso la logistica di New York
- Attraverso la logistica negli USA, il prodotto arrivava al cliente finale
Con l’arrivo di DotLog e l’implementazione delle automazioni, il flusso è stato reso molto più veloce grazie a una comunicazione rapida e diretta.
Il nuovo flusso ora prevede:
- Ordine registrato sull’ecommerce e riferito istantaneamente al gestionale di DotLog
- Spedizione attraverso il corriere con risoluzione dei problemi doganali
- Consegna direttamente al cliente
Il processo di reso
Con DotLog a gestire il processo di reso, anche questa fase è stata semplificata e ottimizzata grazie a:
- Coordinamento e controllo diretto da DotLog
- Gestione del reso nella sede di O2 Monde negli State Uniti, evitando così la spedizione di ritorno in Italia
- Customer Service gestito da O2 Monde con il supporto di DotLog
Gli step per l’ottimizzazione
Ottimizzare un processo così complicato richiede diversi step e diversi momenti di studio.
Questi sono così riassumibili:
- Studio del valore aziendale
- Supporto legale e fiscale
- Supporto doganale
- Consulenza in merito al magazzino di New York
- Integrazione per quanto concerne l’IT
- Risparmio
A dimostrazione del fatto che la scelta di DotLog di affiancarsi anche come consulenti e non solo come gestori della logistica permette di ottenere dei grandissimi risultati.
Tre punti fondamentali
Rimangono ancora 3 takeaway che si possono portare a casa da questo caso studio davvero interessante, 3 consigli per chiunque stia affrontando l’internazionalizzazione della logistica per ecommerce e voglia mantenere efficace ed efficiente il proprio servizio:
- È necessario studiare le inefficienze
- Bisogna confrontarsi con Stakeholder di valore
- Si dovrebbe sempre implementare le ottimizzazioni mantenendo il focus sulle automazioni
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