Il futuro dell’ecommerce food
L’Italia è riconosciuta in tutto il mondo per la qualità del cibo, che rappresenta anche la prima ricchezza nazionale con un valore del 25% del PIL. Nonostante tutto l’Italia non è ancora riuscita a esprimere progetti di ecommerce food con numeri interessanti a livello internazionale.
Il panorama del Grocery Online sta vivendo un’evoluzione molto veloce con l’introduzione di servizi di prossimità e consegne super rapide. Al tempo stesso, prendono sempre più piede servizi di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche.
Differenziarsi in questo settore e creare progetti sostenibili è sicuramente complesso; servono capitali, competenze e strategie per poter essere attrattivi agli occhi di investitori privati e istituzionali e quindi per poter avere fiducia nel lanciare un progetto di e-commerce nel settore food.
Qual è quindi il futuro dell’ecommerce food in Italia e all’estero? Cosa dobbiamo aspettarci dal mercato e dalle tecnologie di questo settore?
Per dare una risposta a questa domanda abbiamo coinvolto un esperto nazionale dei settori digital e food: Enrico Pandian.
Uno sguardo su Enrico Pandian
È stato definito “imprenditore seriale” anche se lui preferisce il termine “copiatore seriale” poiché il suo atteggiamento imprenditoriale è quello di notare cosa accade nel mondo e, quando lo ritiene interessante, copiarlo in Italia nella prima fase e successivamente nazionalizzato e portarlo nel resto d’Europa.
Ma, al di là della definizione professionale, Enrico Pandian è uno dei massimi esperti di startup e food in Italia, fondatore di molte aziende di successo come Everli, un tempo noto come Supermercato24, che è uno dei marketplace leader in Europa per ciò che concerne il mondo della spesa alimentare online; con la sua una grandissima esperienza nell’imprenditoria, venture e mondo startup è fondatore di Startup Gym.
Tra le altre aziende che portano il suo marchio di fabbrica ci sono inoltre Checkout Technologies, acquisita da Standard Cognition nel 2020, FrescoFrigo, una startup di frigoriferi intelligenti e PrezziPazzi.
Potremmo citare oltre 13 aziende digitali a cui ha dato vita.
Enrico Pandian ci ha regalato alcuni spunti di riflessione davvero molto interessanti sul futuro degli ecommerce food.
Il rumore da eliminare e quello da ascoltare
Il “rumore” è quell’insieme di elementi che riceviamo quotidianamente e che sono estremamente difficili da filtrare, dalle mille notifiche del cellulare a tutta la mole di informazioni che ci bombardano ogni giorno. In questo settore ciò accade anche perché l’innovazione e la tecnologia avanzano in maniera sempre più veloce.
Il vero problema però è che ogni giorno riceviamo moltissime informazioni che vanno in una direzione e altrettante che vanno nella direzione opposta. E queste possono indirizzarci verso una scelta giusta o verso una definitivamente sbagliata. Considerando che l’obiettivo di una startup non è il fatturato del giorno successivo o dei prossimi sei mesi, bensì quello dei prossimi 10 anni, è molto importante allenarsi a filtrare queste informazioni.
Perché, a influenzare il fatturato dei prossimi anni non sono i rumori quotidiani, bensì il suono flebile e lontano che preannuncia i cambiamenti epocali nel settore. Ecco perché è molto importante, soprattutto nel settore dell’e-commerce food, imparare a mettersi in ascolto e filtrare.
Due esempi per capire i vantaggi del rumore
Un importante progetto di Enrico Pandian è nato solo dopo aver filtrato e ascoltato nella moltitudine di rumore il suono sottile ma pieno di valore del progetto di Instacart, un business lanciato in USA a giugno 2014, su cui iniziavano a investire i venture capital internazionali.
L’azienda di Pandian, nata guardando a Instacart, prevedeva un grocery delivery che non avesse dei magazzini ed è stata lanciata ufficialmente il 15 settembre 2014. Solo pochi mesi dopo.
Pochi mesi per lanciare un business di grande successo grazie alla capacità di guardare cosa accadeva nel mondo e filtrare il rumore.
Ma non è solo questione di saper intercettare il rumore proveniente dai business esteri. Un altro esempio di business di successo, infatti, proviene dal “problema della coda in cassa al supermercato”. Problema di cui Enrico si è accorto proprio perché lo stava vivendo in prima persona.
Era il 2017 e poco dopo è stato annunciato Amazon Go.
Se vuoi approfondire il tema degli ecommerce food ti consigliamo il libro “Ecommerce Food” di Marco Biasin, Direttore Operativo & Senior Manager Ecommerce di Ecommerce School.
Il futuro del retail
In Italia, ad oggi, ancora non esistono retail che abbiano fatto una demo aperta al consumatore ma, è indubbio che il futuro del retail sarà completamente automatizzato.
Sicuramente bisogna aspettarsi sistemi automatizzati e meccanismi all’avanguardia nei prossimi anni. Infatti, FrescoFrigo (azienda di Enrico Pandian) è stata sviluppata proprio in questa direzione: frigoriferi con sistemi tecnologici avanzati che contengono prodotti tipici della ristorazione messi a disposizione di uffici e palazzi residenziali.
Tutto il segreto sta nel percepire e nell’interpretare i segnali, anche deboli o indiretti, che si possono cogliere in mezzo al rumore. E, secondo Enrico, se devi capire se la direzione è quella giusta, ti basterà assicurarti che nessun altro è d’accordo con ciò che stai facendo.
Il fallimento: l’esperienza di Enrico Pandian
Le lezioni più importanti vengono apprese soprattutto grazie ai fallimenti, specialmente se sei in grado di cogliere il messaggio e di non restare con il morale a terra.
Enrico ha fallito diverse volte, la maggior parte delle quali per aver fatto cose troppo comuni. Ha capito che bisogna concentrarsi su prodotti molto innovativi e particolari se si desidera creare reale valore e che la tecnologia rappresenta un ottimo mezzo per tali scopi.
Un’altra considerazione di Enrico è che bisogna lavorare con chi vuol fare l’imprenditore. Questo perché è il solo modo di assicurarsi persone competenti, affamate e disposte a lavorare sodo ma che abbiano anche la giusta mentalità. In Italia la maggior parte delle persone continua a cercare il “lavoro fisso” mentre all’estero, la durata media di un dipendente in una startup è di meno di un anno!
Un piccolo grande consiglio per gli ecommerce food
Un piccolo grande consiglio di Enrico per gli ecommerce food è quello di guardare ai bambini di 6-8 anni.
Questo per diversi motivi:
- Capire che nella loro visione non esiste una distinzione fra online e offline
- Loro sono proprio i consumatori dei prossimi anni
- Poter comprendere a fondo il loro approccio al commercio del food
Questo consiglio può tornare molto utile perché permetterà di aprire gli occhi a chi si occupa di startup nel mondo degli ecommerce food e gli permetterà di avere una visione più ampia del futuro.
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Il problema dell’assenza di normativa per le startup
Uno dei problemi che una startup o un ecommerce food innovativo devono affrontare è quello dell’assenza di normativa dedicata o specifica. Questo perché, se si è davvero innovativi, semplicemente una normativa simile non esiste.
Questo è un aspetto che ha sia un lato positivo che uno negativo:
- Il fattore positivo dell’assenza di normativa è che questa verrà stabilita dalla startup di volta in volta. Se non esiste una normativa adeguata, infatti, la startup potrà lavorare spingendo sempre più in alto i propri limiti finché non sarà il legislatore ad adeguarsi ai suoi standard
- Il fattore negativo è invece legato alla comunicazione con figure professionali come avvocati o commercialisti
La maggior parte delle figure professionali, infatti, ha la tendenza a vedere l’assenza di normativa come un ostacolo alla realizzazione dei progetti. Ecco perché è sempre bene scegliere con cura i professionisti a cui affiancarsi.
La differenza fra startup in Italia e all’estero
Perché è più conveniente fare startup in Italia rispetto all’estero?
I motivi sono principalmente due:
- In Italia, i dipendenti costano meno
- In Italia, i dipendenti tendono a restare
Se si considera un dipendente come qualcuno che porta un reale valore all’interno della startup, allora si deve anche considerare l’impiego di tempo che necessita la ricerca di una figura simile. In Italia, il fatto che un dipendente abbia la tendenza a restare fedele all’azienda è un plusvalore non indifferente.
Il fattore che non andrebbe mai dimenticato però è che, nonostante sia meglio avviare una startup in Italia, il mercato di riferimento dovrebbe essere sempre almeno europeo!
Il futuro degli ecommerce food
Il futuro degli ecommerce food e delle startup innovative è nascosto dietro ai requisiti necessari per i fondi di investimento. Infatti, saranno loro a dettare le regole del futuro. E i fondi d’investimento ormai sono legati ad almeno 1 su 3 requisiti:
- Impatto ambientale
- Impatto sulla vita delle persone
- Impatto sociale
Se la startup non ha uno di questi 3 requisiti, avrà difficoltà nell’ottenere i fondi d’investimento. Ecco perché si parla di società impact!
In Italia, infine, c’è una % di persone che ha comprato almeno una volta da un ecommerce food più alta dell’Inghilterra, ma allo stesso tempo c’è una penetrazione del food nel mercato online che è il 50% di quella inglese.
Questo ci fa capire che esiste un GAP fra la qualità del servizio offerto e la domanda: il mercato c’è ma non c’è nessuno in grado di soddisfarla!
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