Nel 2016 l’ecommerce in Spagna ha registrato un fatturato di 23,91 miliardi di euro, con un incremento di oltre il 15% rispetto all’anno precedente.
Quest’anno, si prevede che l’ecommerce spagnolo crescerà del 17% per raggiungere quasi 28 miliardi di euro alla fine del 2017.
Questi i dati emersi dal rapporto Spain Ecommerce Country Report della Ecommerce Foundation.
Il report rivela anche che l’11% delle imprese in Spagna ha registrato vendite tramite i loro siti web (nel 2014 e nel 2015 questa quota era del 9%).

Dai dati del report emerge che gli spagnoli amano fare le ricerche online prima di decidere di acquistare qualcosa via internet.
L’anno scorso infatti l’83% degli utenti spagnoli di internet ha ricercato beni o servizi online, con il 71% di loro che ha utilizzato siti di comparazione prezzi / prodotti prima dell’acquisto.
Inoltre circa due utenti su tre hanno consultato le recensioni dei clienti sui siti web prima dell’acquisto sugli ecommerce in Spagna.
Nel 2016 il 54% degli spagnoli ha acquistato online, in particolare prodotti di abbigliamento e calzature, seguiti da elettronica domestica, libri e articoli sportivi e di svago.
E’ stato rilevato però che spesso i consumatori, una volta che hanno acquistato in un negozio online, non vi ritornano per ulteriori acquisti. Ciò è dovuto soprattutto ai costi nascosti o al fatto che il consumatore ha bisogno di pensarci di più (o forse perchè non viene fatto un marketing di rengagement 🙂 )
Altri motivi sono stati rintracciati nell’inadeguatezza delle opzioni di pagamento, nella politica di trasparenza dei prezzi poco chiara e nella mancanza di informazioni sui prodotti.
Un dato interessante emerge in riferimento agli acquisti tra i confini europei.
Se il 52% fa shopping solo presso shopper nazionali, il 7% ordina prodotti solo da negozi stranieri online.
Per quanto riguarda i metodi di pagamento per gli acquisti online in Spagna, il 42% degli spagnoli ha dichiarato di preferire PayPal, mentre il 37% preferisce pagare con carta di debito o di credito.
E il contrassegno?
Pare sia l’opzione di pagamento preferita dal 13% di loro, una percentuale in diminuzione dal 2015, anno in cui questo dato si attestava intorno al 15%.

Insomma, le prospettive sembrano davvero interessanti e il mercato “spagnolo” è in realtà più grande di quello che si pensa, infatti è la seconda lingua più parlata al mondo ed avere un sito tradotto e localizzato può essere utile per aprirsi anche ai mercati del latino America (anch’essi emergenti e in grande crescita tecnologica).
















