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Ecommerce Omnichannel: strategie e consigli

Ecommerce Omnichannel: strategie e consigli

I negozi fisici possono aumentare le vendite online? E, al contrario, come possiamo usare l’online per portare clienti nell’offline, ovvero nei negozi fisici? 

Francesco Chiappini, CEO e Founder di Ecommerce School, e Luca Bove, Founder di Local Strategy, hanno suggerito strategie e consigli per fare ecommerce omnichannel con successo. 

Retail: vendite omnicanale e abitudini dei consumatori

Secondo i dati di thinkwithgoogle.it, il 59 per cento dei consumatori in Italia piace andare nei negozi per vedere o toccare i prodotti anche se ha intenzione di acquistarli online.

Il 38 per cento dei consumatori in Italia ha detto di aver guardato l’inventario dei prodotti online prima di andare in negozio

Numerosi i casi esempio di apertura di negozi fisici che hanno fatto triplicare le vendite online. Warby Parker è uno di questi. 

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Fenomeni d’acquisto tipici dell’omnicanalità

Alcuni degli esempi “storici” di omnichannel sono:

– R.O.P.O. (Research Online, Purchase Offline) detto anche R.O.B.O. (Research Online, Buy Offline)
T.O.P.O. (Try Offline, Purchase Online)
B.O.P.I.S. (Buy Online Pickup in Store)

L’elemento comune di ogni fenomeno è che a un certo punto c’è il negozio fisico, che deve essere ricercabile e lo si deve trovare:

– subito

– senza frizioni

– con tutti i dati corretti

Per farlo occorre attivare una strategia che comprende l’ottimizzazione della presenza digital – passo preliminare fondamentale per tutto il resto – e il boost della Digital Adv.

Gestione schede Google Business Profile

Analizziamo alcuni dei problemi più comuni da gestire con Google Business Profile:

– Profili non verificati o non gestiti

– Profili sospesi

– Profili duplicati

– Profili in elaborazione in corso

– Recensioni filtrate

– Foto spam e non in target

– Indirizzi navigazione errati

Tutte attività che vanno gestite in maniera quotidiana!

Secondo Google, Google Business Profile è utilizzato da 1 miliardo di persone ogni mese (di cui 30-32 milioni in Italia). L’enorme numero di utilizzatori del canale e la sua presenza “invadente” nella SERP lo rendono fondamentale per la comunicazione delle attività locali.

Alcune attività da fare in ottica omnicanalità:

– Ottimizzazione degli elementi della scheda:

– Post

– Attributi

– Prodotti

 – Recensioni

– Sinergia tra ADV Local ed elementi della scheda GBP

– Google Swis 

– Local Inventory ADS

– Store Locator ottimizzati e strutturati in chiave omnicanale

– Messaggistica

– Collaborative Publishing/ADS

Performance PMAX Local e Store Visits

Quello che offre ora Google è il Performance PMAX di tipo Local: significa che tutta l’Intelligenza Artificiale di Google è tarata sull’obiettivo “store visits”, cioè sul far arrivare le persone in negozio. Ciò si applica su tutte le properties Google. 

Alcune Ads vanno gestite “olisticamente”, nel senso che l’annuncio viene visto dall’utente quando ha già aperto la scheda, quindi bisogna portarlo ad aprirla. Ad esempio con attività di Local SEO o semplicemente di Branding.

Ma come si misurano le store visits?

Viene tracciata una prima interazione “digitale” e l’utente viene poi seguito nei suoi spostamenti.

Per conoscerne la posizione, vengono utilizzati diversi sistemi, dal GPS al Wi-Fi Scanning oltre all’uso di app Google (come GMaps).

I prerequisiti sono:

Minimo 10 Business Locations

Minimo €500/giorno di investimento

– Per motivi di privacy, le campagne impiegano qualche settimana a restituire i primi dati

Store locator

Questa parte del sito produce visite interessanti, non solo provenienti dalle schede Google Business ma da tante altre campagne e canali.

Esempio:

Le schede GBP, e quindi un interesse “local”, possono portare conversioni sull’eCommerce. Una percentuale non irrilevante di utenti, proprio grazie ad esse, finalizza l’acquisto online.

A maggior riprova del fatto che è tutto strettamente interconnesso.

Lo store Locator è comunque un altro Touchpoint fondamentale per l’utente. Sia in ottica Drive-To-Store sia in ottica Offline-to-Online.

Google Swiss: i prodotti disponibili localmente

Non ancora del tutto sdoganati in Italia, i Google Swiss sono tuttavia già attivabili.

Un esempio è Knowledge Graph:

– ricerca per prodotto

– ricerca per categoria

Lo sai che l’inventario dei prodotti in tempo reale ha un impatto sul ranking?

Un cliente di Near.st ha mostrato un aumento del 100% nella ricerca di Google e nelle visualizzazioni di Maps dopo aver aggiunto l’inventario locale.

Questo perché in America (e presto anche in Italia!) tendenzialmente le persone che fanno ricerca del prodotto su base locale visualizzano la scheda Google con la scritta “il prodotto che hai cercato è in vendita qui…”.

Ma come funziona l’inventario locale?

Configurazione degli account – È necessario possedere un Account Merchant e un gruppo di sedi contenente i profili delle attività su Google (GBP)

Verifica dell’inventario – Google effettua dei controlli per verificare che le informazioni fornite sull’inventario siano corrispondenti a quanto effettivamente presente nei tuoi negozi.

Sarà necessario indicare una persona per la verifica dell’inventario da parte di Google.

N.B. Il tuo contatto per la verifica dell’inventario è l’unica persona che riceverà informazioni sui preparativi e sull’elaborazione della verifica dell’inventario. Se hai un team composto da più persone, conviene creare un gruppo email e utilizzare il rispettivo indirizzo email come contatto per la verifica. In questo momento, per evitare problemi, vengono presi in considerazione solo i prodotti che si trovano sia online che offline e il prezzo dev’essere lo stesso.

Local Inventory Ads, Local Ads per GDO e Collaborative Ads

Disponibili da maggio 2022 ma accessibili per progetti con volumi di dati sufficienti, le campagne LiA (Local Inventory Ads) permettono la promozione di un catalogo di prodotti degli store fisici anche nella rete GShopping.

Per i produttori che non hanno una rete di proprietà, esistono le Local Ads per la GDO. Possiamo infatti associare delle estensioni in affiliazione corrispondenti a circa 200 insegne della GDO. Le estensioni possono essere applicate sia agli annunci Search che Video. Google Ads ci restituirà i dati di Visite in Negozio per il singolo PV delle catene che abbiamo selezionato, aiutandoci a capire come i nostri sforzi in digital advertising vengono “scaricati a terra” nei PV fisici.

E ancora, per i produttori con reti non di proprietà, ci sono le Collaborative Publishing/Ads, che funzionano così: 


– Si collega la piattaforma alle singole property di ogni rivenditore (FB, IG, LinkedIn, Telegram, Meta Ads)

– Si fanno Campagne Centralizzate ma sui singoli rivenditori con obiettivo Drive-To-Store (Win-Win)

ESEMPIO:

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