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Lanieri: l’e-commerce, gli abiti su misura e il successo di una startup

Partire da un territorio, quello biellese, che ha visto l’industria tessile diventare un vero e proprio fiore all’occhiello. E trasformare quell’industria, messa in ginocchio dalla crisi economica, in un business che oggi, per loro, vale oltre 3.5 milioni di euro.

Una storia di successo tutta italiana quella di Lanieri, il primo e-commerce di abbigliamento maschile su misura 100% Made in Italy che – insieme al commercio online – offre, non solo dei punti di vendita fisici, ma anche la tecnologia della configurazione 3D per abiti completamente su misura.

Prima una startup, poi un’azienda che ha saputo fare dell’omnichannel il proprio pilastro, unendo la soddisfazione di acquistare nel negozio fisico, alla semplicità dell’online.

Quella di Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, fondatori di Lanieri, è una storia che parte da lontano, da Biella.

I due ragazzi fondano la startup nel 2011 durante un Master in Business Administration alla SAFM di Torino: il progetto, premiato in occasione di Start Cup Piemonte 2012, è stato da subito notato e sostenuto dallo storico lanificio Reda che, offrendo supporto operativo, expertise di prodotto e i capitali necessari per avviare l’attività, inaugurerà uno dei più riusciti casi italiani di open innovation.

L’innovazione è semplice, quanto complessa. Ed è partita inizialmente per aiutare anche i più scettici all’acquisto online a toccare con mano l’innovazione sartoriale.

La vera novità tecnologica che caratterizza Lanieri è l’introduzione del configuratore 3D. Novità che va ad aggiungersi ad una serie di strumenti tipici del made to measure 3.0. Una volta configurato l’abito in 3D sulla piattaforma online, è possibile ordinarlo e riceverlo direttamente a casa, oppure andarlo a ritirare in negozio.

Sul sito è possibile scegliere capi, tessuti e singoli dettagli con oltre dieci milioni di combinazioni possibili a disposizione. Se non si è convinti, è possibile andare a testare i prodotti direttamente in atelier, in quella che è un’esperienza d’acquisto davvero eccezionale, che parte dal cliente, con una strategia che lo segue dal momento della configurazione sulla piattaforma online, fino all’acquisto.

Oggi Lanieri – dopo circa 7 anni di storia – è attiva in più di 55 paesi nel mondo e continua a crescere anno su anno. Il 2016 è stato una stagione d’oro con vendita a più di 6mila clienti, l’apertura degli atelier a Milano, Roma, Torino, Biella, Bologna e, all’estero, Parigi, Bruxelles e Zurigo, con un aumento del fatturato del 200% rispetto all’anno precedente per un cifra attorno ai due milioni di euro. Ma è stato il 2017 a segnare la vera svolta, prima con Apple Pay poi con bitcoin.

L’introduzione di Apple Pay ha semplificato ulteriormente il processo di acquisto per i clienti Lanieri che, una volta configurato il capo in 3D, possono effettuare il pagamento in mobilità in modo estremamente semplice.

L’azienda è stata, inoltre, una delle prime a implementare il supporto per i pagamenti in bitcoin, grazie soprattutto alle richieste di alcuni facoltosi clienti, in particolare da un sudafricano che si occupa proprio di valute virtuali che ha fatto acquisti per un totale di 12mila euro.

Quanto al pagamento, chi acquista deve selezionare l’opzione bitcoin, col tasso di conversione che dipende dalla quotazione stabilita dal provider di pagamento al momento dell’acquisto. Una via sicura per tutti, a cominciare dalla stessa azienda che, integrando la piattaforma BitPay (una specie di PayPal incentrato sulle monete virtuali), si assicura di ricevere euro.

I riconoscimenti ricevuti in questi anni, tra cui (per due volte consecutive) il Netcomm Ecommerce Award 2017 nella categoria abbigliamento e accessori, e i capitali investiti, hanno permesso alla startup biellese di aggiudicarsi una bella fetta di mercato.

L’export – che ha trainato un po’ tutto il settore e-commerce nell’ultimo anno – ha rivestito un ruolo fondamentale raggiungendo nell’ultima parte dell’anno il 50% degli ordini così ripartiti: 29% Europa, 6% USA e 15% resto del mondo.

In un panorama, quello delle startup, dove è difficile raccogliere capitali e sopravvivere dopo i fatidici tre anni (lasso di tempo all’interno del quale la maggior parte di aziende innovative fallisce, ndr.), Lanieri rappresenta un caso di successo davvero molto importante per il nostro Made in Italy. Conferma che l’Italia è ancora ricca di talento e, soprattutto, di qualità.

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