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Amazon pensa a un conto corrente per la Gen Z

Che Amazon volesse trasformarsi (anche) in una banca lo avevamo ben chiaro da tempo. Da anni offre servizi finanziari, oltre ad aver completamente condizionato il settore e-commerce e pure quello del retail.

Amazon Pay, ad esempio, consente ai consumatori di pagare per i prodotti su siti di terzi senza ricaricare le informazioni della carta di credito. Più di 33 milioni di persone utilizzano il sistema di pagamento, e Amazon ha prestato oltre 3 miliardi di dollari alle piccole imprese che vendono sulla sua piattaforma dal 2011, secondo un rapporto di ricerca di CB Insights all’inizio di quest’anno.

Ma quello che vuole fare ora Amazon è intercettare i nativi digitali, la generazione Z, quella nata a cavallo degli anni 1998 – 2010. Quella dei bambini che hanno un cellulare in mano già alle elementari e che vivono di relazioni social, anziché sociali.

Che poi sono i clienti del futuro, ma che oggi – nella maggior parte dei casi – non dispongono di un conto corrente o di una carta di credito per fare acquisti sul web.

Questa generazione e la loro netta preferenza a indossare abiti e andare in negozi fisici per comprare cose che potrebbero acquistare online, rappresentano una grande sfida per Amazon.

Così il colosso di Jeff Bezos starebbe intavolando una discussione con JPMorgan Chase & Co. e Capital One Financial Corp. per creare un prodotto simile a un conto corrente, per i più piccoli. Amazon mira ad adattare i conti in modo che si rivolgano soprattutto ai giovani e a coloro che non possiedono una carta di credito nei loro portafogli.

Questa mossa dimostra che Amazon riconosce che i conti digitali per i minori potenzialmente bloccano i clienti nella loro vita prima ancora di lasciare la casa dei genitori.

Amazon conosce bene i cicli di vita dei suoi utenti. Offre ai nuovi genitori sconti su pannolini e alimenti per neonati, agli studenti universitari sconti sulle iscrizioni ad Amazon Prime, fornendo spedizione gratuita e accesso a video in streaming in modo che i giovani adulti siano già acquirenti Amazon nel momento in cui potranno prendere decisioni più autonome sui loro acquisti.

L’anno scorso il colosso ha introdotto Amazon Cash, una funzione attiva anche in Italia con il nome «ricarica in cassa». Grazie a un accordo con Sisal, gli utenti possono ricaricare il saldo del proprio account, quello dei buoni regalo, e quindi acquistare in contanti sulla piattaforma.

Un modo per aggregare anche chi – non disponendo di una carta di credito – si troverebbe nell’impossibilità di fare acquisti online su Amazon.

I ragazzi di età inferiore ai 18 anni non sono in genere in grado di registrarsi per un conto bancario senza il consenso dei genitori. I conti di controllo per gli studenti delle scuole superiori spesso sono dotati di spese di servizio mensili e altre commissioni.

Amazon ha quindi un buon terreno scoperto in cui agire. Se Amazon potesse offrire una migliore esperienza bancaria per i giovani esperti di digitale che sono abituati a ottenere quello che vogliono con pochi clic o stratagemmi, potrebbe avere molti più clienti sul lungo periodo.

Amazon potrebbe anche sedurre i ragazzi con il suo assistente personale Alexa, diventato ormai un «must» sia tra gli americani che, piano piano, nel resto del mondo. Le giovani generazioni, inoltre, sono meno preoccupate per la privacy, quindi sono più propense a usare le nuove tecnologie.

L’opportunità di marketing non si esaurisce con gli adolescenti. Il gigante dell’e-commerce potrebbe anche finire per convincere le persone a chiudere i loro conti bancari esistenti e aprirne uno nuovo con Amazon. Nel frattempo, secondo uno studio, anche con un costo mensile di 10 dollari, il 27% dei giovani nativi digitali intervistati, si è detto ben propenso ad aprire un conto corrente aggiuntivo su Amazon.

Quella di Amazon è una strategia che molti stanno rincorrendo. La Gen Z, infatti, sta piano piano assumendo sempre più potere d’acquisto. Si tratta di una generazione molto diversa dai Millenials.

Stiamo parlando di ragazzi che sono cresciuti a pane e social network, guardano le serie tv su Netflix e messaggiando al cellulare invece di una buona, cara e vecchia telefonata. Anche le campagne di marketing stanno cambiando per rivolgersi a questa fetta di società.

Secondo un recente articolo di Forbes i ragazzi della Gen Z sarebbero molto più attenti agli aspetti sociali di un prodotto e soprattutto, si inseriscono al centro di ogni contesto. Non solo si preoccupano di come i marchi contribuiscono al bene sociale (persone, ambiente, ndr.), ma vogliono assorbire informazioni istantaneamente e sapere che il prodotto/servizio è stato costruito appositamente per loro.

Oltre al fatto che la comunicazione deve avvenire attraverso i canali che più preferisco. Niente Facebook. Meglio sicuramente Snapchat.

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