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Ecommerce 2016 in Cina: un giro d’affari di quasi 1 miliardo

La Cina è un paese misterioso dalle mille sfaccettature e peculiarità.

Quando si parla di E-commerce in Cina, è necessario non dimenticare il contesto socio-politico cinese, il controllo della libertà di espressione e il rapido insinuarsi nel capitalismo in un ambiente storicamente votato al comunismo. La Cina ha creato un ecosistema a parte, nel quale si sono sviluppati degli organismi virtuali – applicazioni, marketplace ed ecommerce – paralleli ai nostri occidentali, ma diversi.

Per comprendere il fenomeno cinese, l’agenzia per il commercio elettronico dell’Unione Europea ha condotto uno studio sull’andamento dell’E-commerce in Cina in un lungo rapporto, dal quale vogliamo trarne un sunto.

Un primo dato interessante è quello relativo alla effettiva possibilità di accedere ai servizi internet in banda larga: secondo il censimento della prima metà del 2016, solo il 51% della popolazione cinese ha una connessione internet. L’aumento della copertura di rete è tuttavia in continua ascesa.

Di questo 51%, l’analisi demografica attesta che la fascia di età più coinvolta nell’esperienza di internet è quella che va dai 20 ai 29 anni, con un maggiore picco di utenti di sesso maschile. Altrettanto significativo è l’incremento degli accessi da parte della popolazione della terza età, che ha deciso di navigare online.

Se è vero che l’accesso a Internet tramite un dispositivo fisso è ancora relativamente basso; la situazione cambia se si parla di Smartphone. Infatti, quasi il 75% della popolazione cinese possiede un dispositivo mobile.

Il traffico da mobile si indirizza, a decrescere, verso la ricerca attiva nel browser cinese, la visione di video online, i social networks, lo streaming di musica, i giochi online e nelle ultime posizioni, troviamo la ricerca di recensioni, direzioni stradali e controllo delle mail personali.

Dal punto di vista della vendita dei prodotti, i casalinghi e il giardinaggio rappresentano lo zoccolo duro dell’E-commerce in Cina. Seguono nella lista, il comparto dell’abbigliamento – il quale, nell’ultimo anno ha avuto in incremento del +24,3% – a seguire, le scarpe con un giro di affari intorno ai 51 milioni di dollari americani, e poi via dicendo con hi-tech, telefonia, intrattenimento e le altre piccole fette della torta dei consumatori cinesi.

Nell’ambito dei servizi, sono i siti di prenotazione viaggi che riscuotono più successo con un 74% per il booking online; al secondo e terzo posto si posizionano il trasporto merci e le assicurazioni, rispettivamente.

La novità del 2016 nell’E-commerce, così in Cina come nel resto del mondo, è la predominanza della mobile experience, a scapito dei dispositivi fissi.

Secondo le stime, le transazioni da mobile arriveranno, nel 2019, a coprire il 71 % degli acquisti complessivi.

L’ultimo dato da rilevare è il Social Network più popolare in Cina, ovvero WeChat. WeChat è un ecosistema chiuso, che con tutti i servizi integrati, avvolge l’utente. WeChat rappresenta il futuro dei Social Network, non a caso Facebook sta integrando funzionalità simili – Ecommerce via Messenger – e il potere di WeChat continua a crescere in modo esponenziale, con un numero complessivo di utenti pari a 762 milioni.

In conclusione, dai dati emerge chiaramente che l’E-commerce in Cina è un mercato florido, che offre tante possibilità di marketing. Le cifre sono da capogiro e non sembra che si arresteranno. Il mercato europeo saprà stare al passo?

Fonte: per il rapporto visitare il sito Ecommerce Europe Research, dal quale si può scaricare una copia del rapporto, versione light, gratuitamente; oppure, comprare la versione completa direttamente dal sito al prezzo di 95 euro.

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