Consigli ecommerce la checklist per un ecommerce di successo
MANAGEMENT

Consigli ecommerce: la checklist per un ecommerce di successo

Quali sono i migliori consigli per un ecommerce? Qual è la checklist per un ecommerce con le giuste domande per far si che un progetto in fase di lancio si trasformi in un successo?
Porsi molte domande, ma soprattutto quelle giuste, è necessario soprattutto in fase di start up.
E questo non solo perché i progetti di maggior successo sono quelli in cui tutti gli attori che collaborano contribuiscono il più possibile al business.

Uno dei consigli più importanti per un ecommerce, ma che vale anche per altri progetti, è che più alta è la qualità all’avvio del progetto, minore sarà il tempo sul ritorno dell’investimento.

Questo si traduce in una grande certezza: è essenziale porsi molte domande per raccogliere quante più informazioni preliminari possibili prima di partire con un nuovo progetto ecommerce.

Ne abbiamo parlato con Marco Biasin, Direttore Operativo di Ecommerce School, Jessica Franceschini, Senior Ecommerce Strategist e Daniele Pinazzi, CTO di Ecommerce School.

Consigli e-commerce: l’utilità delle domande nella fase di startup

Se tra i consigli più utili per un ecommerce c’è quello di porsi molte domande, specialmente in fase di startup, è anche essenziale comprendere il valore che possono portare le domande giuste.

Il giusto insieme di domande, poste in fase di startup di un e-commerce, è utile per diversi motivi, tra cui:

  • Allineare obiettivi e aspettative, anche all’interno dell’azienda stessa.
  • Evidenziare i punti critici prima di partire, così da identificare gli ostacoli che si incontreranno nel futuro dell’ecommerce.
  • Selezionare tutto l’occorrente per l’avvio strategicamente corretto.
  • Acquisire consapevolezza dei perché del progetto (la famosa Value Proposition), dei suoi punti di forza e di debolezza, oltre che del percorso migliore da intraprendere.

Approfondisci nel nostro articolo “Crea una Value Proposition di successo”

  • Differenziarsi il più possibile dai competitors

Le giuste domande poi possono anche aumentare l’IDC (Indice di Consapevolezza Digitale), una metrica esclusiva di Ecommerce School. Una maggiore IDC equivale a una maggior probabilità di successo del tuo business ecommerce.

Con competenza digitale non si intende l’abilità di saper fare le attività del digital ma l’abilità di saperle comprendere.

Scopri di più del nostro metodo Ecommerce School nelle lezioni gratuite della nostra academy

Consigli per il tuo ecommerce: sii come il miglior agente commerciale

Quando si parla di consigli per ecommerce non si può dimenticare che chi costruisce un ecommerce deve avere le stesse competenze del miglior agente commerciale.

Solo così potrà utilizzare le giuste leve per veicolare gli utenti fino all’acquisto.

Consigli ecommerce: ecommerce checklist per la fase di startup

Ecco allora l’ecommerce checklist di tutto ciò che è essenziale per la fase di startup:

  • Storie e valori dell’azienda, essenziali per le pagine del sito “Chi siamo”, “Valori” e per tutti i bullet points Da qui si traggono anche tante informazioni fondamentali che servono a far capire agli utenti del sito perché dovrebbero acquistare dall’ecommerce e non da un competitor.
    In questa fase si analizza il famoso cerchio d’oro: perché, come, cosa e la brand identity.
  • Team, perché ogni risorsa che lavora in azienda può fornire informazioni utili e supportare chiunque sia incaricato di sviluppare l’ecommerce dal punto di vista tecnico, sia per quello che riguarda i processi che per quello che riguarda la comunicazione.
    Inoltre, è un ottimo metodo per aiutare l’utente a percepire chi c’è dall’altra parte dello schermo.L’analisi del team per il mondo ecommerce si traduce nella creazione di un volto da poter mostrare all’utente.
  • Obiettivi nei prossimi 3/5 anni, e aspettative. Devono essere ben chiari e conosciuti da chi lavora alla costruzione di un ecommerce. Gli obiettivi fondamentali sono suddivisibili in obiettivi finanziari (budget di marketing, risorse interne, investimenti in prodotti, ROI e utili attesi), obiettivi di mercato, obiettivi di prodotto e obiettivi di risultati attesi.Una volta definiti gli obiettivi è bene tarare le aspettative e valutare costi/benefici prima dell’inizio del progetto.
  • Analisi del catalogo prodotti, attuale e futuro, che si rileva fondamentale per fare le giuste scelte tecnologiche, come per esempio le integrazioni del gestionale o le procedure di aggiornamento. Studiarlo permette anche organizzare al meglio la navigazione e le categorie da sviluppare all’interno dell’ecommerce.In questo modo, inoltre, è possibile individuare i prodotti civetta e i prodotti ad alto margine.
  • Punti di forza e di debolezza che il mercato riconosce al prodotto o servizio.
    Vanno analizzati anche i pregiudizi e i dubbi che i potenziali clienti potrebbero avere nei confronti di ciò che è contenuto nell’ecommerce durante la fase d’acquisto.
  • Buyer personas, ovvero le persone che diventeranno utenti dell’ecommerce. Bisogna chiedersi chi sono, che età hanno, dove vivono, che lavoro fanno e molto, molto altro.
    Se non vengono stabilite con precisione, si rischia di creare un ecommerce che va bene per tutti e per nessuno.Una volta identificate le buyer personas, è essenziale adattare tutta la comunicazione dell’ecommerce perfezionando la grafica, il TOV (Ton Of Voice), la UX (User Experience) e i canali di marketing.
  • Competitors, che sono da conoscere molto bene soprattutto per 3 motivi principali: per differenziarsi, per prendere ciò che di buono hanno fatto e per capire cosa non fare.
  • Politiche commerciali, che permettono di conoscere i margini sul prodotto, scontistiche a cui si può accedere, premi commerciali e così via. Queste possono sembrare informazioni banali o invadenti, ma reperirle può portare a tantissimi benefici differenti.
  • Utilizzo del gestionale, che si rivela essere effettivamente uno dei principali automatismi capace di ridurre la mole di lavoro derivante dall’inserimento prodotti e dalla gestione degli ordini.Un gestionale che ha una buona integrazione comprende import dei dati prodotto, export dell’anagrafica clienti, export dei dati dell’ordine e import dello stato dell’ordine.
  • Domini e hosting, rispettivamente l’indirizzo e il terreno su cui si costruisce la casa dell’ecommerce.
    I domini si dividono in due tipi: domini parlanti, che raccontano già di cosa parlerà il sito e i domini brand. Il dominio è il primo elemento identificativo del sito.L’hosting è invece il servizio sul quale installiamo il sito. Un hosting che ha risorse limitate compromette velocità di caricamento del sito e la sua usabilità.
    È essenziale chiedersi se il dominio è chiaro ed efficace e se l’hosting è capace di supportare l’ecommerce senza problemi.
  • Logistica, che se sviluppata con un sistema corretto può favorire sia il team interno che l’esperienza utente finale.Bisogna sempre tenere a mente 3 domande fondamentali: esiste un’integrazione con il sistema di ecommerce che intendi usare? Se no, quale documentazione viene fornita dall’azienda per poterla implementare? Quali sono i servizi implementabili?
  • Contenuti come foto, video, descrizioni, traduzioni e molto altro. Per non perdersi nulla, l’ideale è di seguire degli step ben precisi.

È essenziale fare una mappatura di tutte le pagine, per ogni pagina elencare gli elementi visual e di testo, selezionare i dati automatizzati, raccogliere le immagini già a disposizione e organizzare quelle mancanti e scrivere i contenuti e revisionarli.

L’ecommerce checklist per i progetti già avviati

Per gli ecommerce già avviati, invece, la checklist deve necessariamente essere approfondita.

Si dovrebbe cominciare sicuramente da una domanda molto semplice: perché l’ecommerce ha bisogno di cambiare? Trovare e comprendere tutte le motivazioni sarà utile alla coesione del team nei momenti più critici.

Altri consigli per gli ecommerce già avviati sono relativi alle informazioni già disponibili o reperibili ed elaborarle:

  • Survey ai clienti.
    Facendo le giuste domande, infatti, potrai comprendere meglio i loro punti di vista. In questo modo potrai rafforzare o smontare le motivazioni che spingono al cambiamento.
  • CMS e software.
    Il cambiamento delle infrastrutture tecnologiche deve essere sempre anticipato da una buona analisi. Per quanto riguarda il CMS bisogna comprendere i limiti di quello attuale per esser certi di non ritrovarli in quello futuro.
    Per le integrazioni è essenziale comprendere in che modo è stato personalizzato il sistema.
    In merito al server, le caratteristiche tecniche sono sufficienti?Non devono essere mai dimenticate anche le analisi sull’account email e sui tracciamenti.
  • Analisi dei dati attuali.
    Con un’analisi dello storico dati si avrà accesso a un grande aiuto per la definizione del redisign.
    In particolare si possono analizzare le performance per dispositivi e sistema operativo, per Nazione, il comportamento degli utenti, le ricerche interne del sito, i tassi di conversione per canale e il rendimento dei prodotti.

Entra gratuitamente nel nostro gruppo Facebook, dove troverai tanti alrtri consigli e imprenditori con cui fare network!

 

3 consigli concreti per gli ecommerce

Oltre alla checklist per un ecommerce di successo, ecco 3 consigli concreti che chiunque lavori con un ecommerce dovrebbe seguire:

  • Chiediti perché i clienti dovrebbero scegliere il tuo ecommerce e non quello di un competitor
  • Non sottovalutare la parte tecnica e dei contenuti
  • Se hai già un ecommerce attivo fai una survey ai tuoi clienti

Hai deciso di iniziare a vendere online? Non puoi perderti il corso Da zero a ecommerce, un corso pratico e strategico per fare business con gli ecommerce!

Post correlati

10 domande sull’ecommerce: risponde Francesco Chiappini (I Parte)

Redazione Academy

Quali servizi offrire in un ecommerce?

Francesco Chiappini

Cosa deve sapere un E-commerce Manager di successo

Francesco Chiappini

Lascia un commento

Accetto e dichiaro di aver letto l’Informativa Privacy