Che cos’è il Quick Commerce? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa particolare tipologia di ecommerce? E soprattutto, cos’è che gli permette di crescere così rapidamente nel mercato?
Il quick commerce, o qcommerce, inaugurato con i servizi di food delivery e i dark store, si sta velocemente espandendo e non solo nel settore food: sempre più ecommerce che operano nei più disparati ambiti stanno puntando sui servizi di consegna a casa in pochi minuti.
Conoscere il Q-Commerce è essenziale per chi lavora nel settore e questo non solo perché è un modello di business che prenderà sempre più piede anche qui in Italia. Ma come funziona davvero il Quick Commerce e quali sono le realtà Italiane di maggiore successo in questo mondo? Noi di Ecommerce School ne abbiamo parlato con Giovanni Cavallo, CEO e cofondatore di Macai.
Cos’è un Quick Commerce?
Un Quick Commerce è un ecommerce capace di effettuare la consegna degli ordini online in 60 minuti al massimo. Al massimo.
La velocità di consegna è sempre stata un elemento differenziante per molti player e ecommerce di successo. Fino a qualche anno fa, solo Amazon riusciva a consegnare la merce ordinata nell’arco della stessa giornata o addirittura in poche ore; oggi, invece, questo trend è sempre più diffuso.
Una tempistica così ristretta comporta delle differenze sostanziali con gli altri business digitali.
Fra queste, le caratteristiche più influenzate sono:
- Le dinamiche logistiche.
Perché a tutti gli effetti, consegnare entro 60 minuti implica delle logiche completamente differenti dalle dinamiche tradizionali. Tutto ciò che comporta l’accettazione e la preparazione dell’ordine deve necessariamente essere rivisto e rielaborato per permettere consegne anche in 10 o 30 minuti. Perché “consegnare entro 60 minuti” può voler dire anche “consegnare in 10 minuti”.Ma non solo. Anche le strutture dei dark store, ovvero quei magazzini non accessibili al pubblico, e l’utilizzo di mezzi diversi per velocità e località devono subire delle modifiche.
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- Le scelte di catalogo.
Ad esempio, nei confronti del grocery online, il catalogo di un Q-Commerce è necessariamente più ristretto, o convenience. Ciò perché questa tipologia di servizio deve puntare molto verso l’ottimizzazione degli spazi e dei tempi di picking.A volte, ciò comporta anche la decisione di rimozione delle nicchie dal catalogo stesso. Infatti, alcune nicchie di enogastronomia potrebbero rallentare le tempistiche od occupare spazi più idonei ad altri prodotti del food delivery puro. - Le attività di marketing.
Il Q-Commerce infatti differisce molto dagli altri ecommerce food in termini di marketing e questo è intuibile anche solo riflettendo sugli angles comunicativi e, di conseguenza, sui contenuti e i copy che necessariamente devono adattarsi al servizio rapido.Anche l’usabilità del sito L’automazione e la user experience devono essere più adeguati al contesto, ovvero una frequenza di acquisto più elevata, una maggior predisposizione alla scontistica per i primi acquisti, una media scontrino più bassa ma un life time value più alto. Questo anche perché nell’advertising del food delivery, il costo di acquisizione del cliente è molto elevato. - La tecnologia
Infatti, nel mondo del Q-Commerce, l’applicazione spesso è più indicata del sito internet. Se con l’ecommerce tradizionale si ragiona molto in termini di mobile first, nei Quick Commerce si dovrebbe ragionare più in termini di mobile only.“Velocità” deve diventare la parola chiave della tecnologia. A seguire è essenziale che vi sia un design pulito e ridotto. Inoltre, fin dall’inizio la tecnologia dovrà essere studiata per una massima scalabilità. Questo è un business molto costoso e che quindi necessita di alti volumi logistici.
La deduzione finale che deriva da tutte queste differenze tra i Quick Commerce e gli ecommerce tradizionali è che si tratta di un vero e proprio nuovo modello di business.
È importante anche comprendere che tutti i modelli definibili come Same Day Delivery non sono Quick Commerce. I primi infatti consegnano nello stesso giorno dell’ordine, i secondi entro 60 minuti!
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Chi è Giovanni Cavallo, fondatore del primo player italiano tra i quick commerce
Giovanni Cavallo è definibile come un imprenditore seriale che lavora da sempre nel mondo del foodtech.
Da poco ha venduto la sua prima azienda di food delivery, Mymenu, al gruppo Pellegrini, una delle principali (se non la principale) realtà italiana di food and welfare services.
Di Giovanni Cavallo si possono dire due cose molto identificative:
- Innova tutto quello che tocca
- Ha un computer al posto della mente
Subito dopo la vendita, Giovanni, si è lanciato nel suo nuovo progetto Macai, il primo player italiano nel mondo del Quick Commerce capace di consegnare migliaia di prodotti direttamente a casa del cliente in pochi minuti. Ne ha parlato Forbes in questo articolo.
La vision di Macai è quella di diventare, in poco tempo, un vero e proprio punto di riferimento per la spesa online.
Il caso studio Macai: quick commerce per la tua spesa online
Il posizionamento di Macai è quello del primo full grocer nel mondo dei Q-Commerce.
A tutti gli effetti, Macai, è un intero supermercato capace di consegnare il suo catalogo in tempi che variano dai 30 ai 60 minuti.
Le differenze principali con i suoi competitors, i Q-Commerce più generici, sono:
- Non ha un magazzino molto piccolo e non è un vero e proprio convenience store, è a tutti gli effetti un full grocer
- Non si rivolge a un target identificabile nella Generazione Z ma ai Millennials
- Il suo focus principale non è la velocità di consegna ma l’offerta
- Il suo focus secondario non è l’offerta ma la velocità
Le grandi sfide che sono nascoste dietro Macai non sono poche.
Alcune già superate, come quelle di raccogliere un grande capitale iniziale o di costruire un team solido, altre più legate al prossimo futuro sono quelle di alzare il livello.
Infine, la grande sfida nel lungo termine, è quella di dimostrare che questo modello è sostenibile.
I competitors non spaventano Macai e Giovanni Cavallo per il semplice fatto che la differenza nei tempi di consegna, che passa da 10 minuti a 30, è sufficiente a spostare il target da qualcuno che ha fretta e urgenza a qualcuno che voglia un servizio migliore. Così facendo si alzano il livello dello scontrino medio e il life time value. Di conseguenza, tutto il business diventa più sostenibile.
Ne consegue che anche il posizionamento dell’azienda è più alto.
Quali sono i punti di forza e di debolezza di un Q-Commerce?
Tra i punti di debolezza di un Quick Commerce, sicuramente c’è la già citata necessità di raccogliere capitali elevati che serviranno a gestire un’ampia offerta in magazzini urbani di ridotte dimensioni. Per fornirti un’idea indicativa, uno store a regime può avere un impatto che varia tra i 500.000 e i 700.000€!
Un altro punto di debolezza è quello del contesto: in Italia sono molto poche le persone che hanno la possibilità, la volontà e il coraggio di investire in business ancora così nuovi e non completamente sondati.
Un punto di forza, invece, potrebbe essere che un dark store costa circa un quinto dell’affitto di uno store normale. Questo dipende anche dal fatto che sono distanti dalle strade. Facendo un rapido calcolo, l’impatto dell’affitto è di circa l’1%!
La best practice del Q-Commerce
La vera forza di un Q-Commerce, ma anche di un ecommerce tradizionale e di una start up più in generale, è nel suo team.
Costruire una squadra di persone con capacità complementari provenienti sia dal mondo del food delivery che da altre industries è la vera best practice di Macai.
Qual è il futuro del Q-Commerce?
Secondo Giovanni Cavallo, il futuro del Quick Commerce sono i Retail Platforms, capaci di abbracciare diverse industrie rispondendo alle esigenze non solo legate al mondo del food e della spesa a domicilio.
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