E-commerce, come e cosa Amazon guadagna dal machine learning

L’intelligenza artificiale è la tecnologia che trainerà, senza esclusione di causa, ogni tipo di settore, da qui ai prossimi 5-10 anni e forse anche oltre.

Non è quindi un caso che Amazon abbia deciso di aprire un centro di ricerca e sviluppo a Barcellona proprio dedicato al machine learning (apprendimento automatico), tecnologia che guida molte delle capacità del colosso mondiale dell’e-commerce.

Questo investimento, peraltro, potrebbe aumentare ancora di più il potere di Amazon, avvantaggiandolo rispetto ai suoi competitor.

Secondo Venturebeat, l’hub dovrebbe aiutare le aziende online dell’Europa meridionale a vendere su Amazon Marketplace.

Il centro di Barcellona arriva, inoltre, dopo l’annuncio, lo scorso maggio, di voler espandere l’hub di sviluppo di Cambridge, in Inghilterra, con la previsione di assumere 400 nuovi ingegneri che lavoreranno su machine learning, droni, Alexa e altre forme di intelligenza artificiale.

Le offerte, i consigli e le raccomandazioni dei prodotti di Amazon sono, in gran parte, guidati dal machine learning, in quanto l’azienda usa il suo enorme database di acquisti dei consumatori per prevedere quali articoli specifici potrebbero interessare ai suoi clienti.

Mentre l’ azienda estende la propria attività in altre aree, attraverso l’ acquisizione di Whole Foods, per esempio, avrà bisogno di algoritmi di apprendimento automatico in grado di analizzare set di dati sempre più diversi.

L’apprendimento delle macchine e l’ elaborazione naturale del linguaggio (NLP) sono al centro dell’assistente digitale di Amazon, Alexa.

Il nuovo laboratorio di ricerca e sviluppo che dovrebbe sorgere all’inizio del 2018 a Barcellona, potrebbe contribuire a migliorare la funzionalità di Alexa: strategia importante per Amazon, dato che questa tecnologia è attualmente in ritardo rispetto a quella di Google Assistant.

Anche la logistica di Amazon dipende in larga misura dal machine learning. Il viaggio della merce dalla fabbrica di produzione al consumatore finale è, infatti, molto lungo e complesso.

Durante questa filiera ci sono decine di attori che potrebbero, per qualsiasi motivo, generare il fallimento dell’ordine stesso (pensate, per esempio, al ritardo di un mezzo che trasporta la merce dalla fabbrica al deposito di distribuzione).

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale, in questo senso, può reindirizzare, modificare i tempi di arrivo e di consegna del pacco e fare altre regolazioni in grado di rendere questo processo il più efficiente possibile.

Il machine learning, peraltro, permette ai droni di volare autonomamente e non è un mistero che il colosso di Jeff Bezos stia puntando proprio su questo innovativo mezzo di trasporto per rendere le consegne ancora più rapide.

E’, di fatto, una delle sfide logistiche più grandi di questa epoca: usare un drone che vola a 120 metri d’altezza e 80 Km/h per consegnare un ordine in meno di 30 minuti.

Quando nel dicembre del 2013 il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, sorprese tutti con un video che annunciava il progetto delle consegne con i droni, molti pensarono a una trovata pubblicitaria.

Oggi, l’azienda è al 20esimo prototipo e sta già effettuando consegne test nel Regno Unito.

Di fatto, il machine learning, potrebbe essere il prossimo vantaggio competitivo di Amazon. In questi giorni è, infatti, scaduto il brevetto di Amazon sul cosiddetto ‘pagamento con un clic’.

Se avete comprato qualcosa su internet negli ultimo 20 anni, infatti, probabilmente è stato proprio su Amazon o su una piattaforma che pagava al colosso un sacco di soldi per avere in licenza la sua tecnologia marcata, appunto, 1-Click.

Naturalmente, fare un clic non è una tecnologia innovativa.

Qualsiasi programmatore alle prime armi potrebbe codificare un sistema che consente al cliente di acquistare qualcosa con un solo clic utilizzando le informazioni di spedizione e fatturazione già compilate dal cliente.

La grande innovazione da parte di Amazon non è stata quella di immaginare un modo per costruire un tale sistema, ma di essere il primo a richiedere un brevetto su di esso.

La scadenza del brevetto, tuttavia, significa che l’azienda perderà l’esclusività su una di quelle caratteristiche che l’hanno portata alla ribalta.

L’apprendimento automatico, però, potrebbe fornire ad Amazon un nuovo vantaggio.

La multinazionale ha, infatti, depositato di recente una serie di brevetti relativi all’apprendimento delle macchine e all’AI.

L’azienda, inoltre, potrebbe anche essere alla ricerca di un nuovo flusso di entrate, in quanto ha discusso la possibilità di mettere a disposizione di altre aziende il proprio apprendimento automatico e l’AI attraverso Amazon Web Services (AWS).

Una delle priorità principali dei retailer è capire come guadagnare un vantaggio su Amazon.

Per fare questo, molti retailer stanno cercando di differenziarsi creando esperienze altamente curate che combinano la sensazione personale dello shopping all’interno del negozio con la comodità dei portali online.

Queste esperienze online personalizzate sono alimentate dall’intelligenza artificiale.

Questa è la tecnologia che consente ai siti di e-commerce di consigliare prodotti adatti agli acquirenti, e consente alle persone di cercare prodotti utilizzando un linguaggio di conversazione, o semplicemente immagini, come se interagissero con una persona.

Utilizzare l’intelligenza artificiale per personalizzare il viaggio del cliente potrebbe essere un enorme valore aggiunto per i rivenditori.

Secondo un rapporto di Boston Consulting Group (BCG), i rivenditori che hanno implementato strategie di personalizzazione (attuabili con il marketing automation) registrano un incremento delle vendite del 6-10%, un tasso da due a tre volte superiore a quello degli altri rivenditori.

Secondo Accenture, entro il 2035, il machine learning potrebbe anche aumentare i tassi di redditività del 59% nel settore all’ingrosso e al dettaglio.

 

 

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