L’Italia è la nazione europea in cui vi è la più alta percentuale di aziende che affidano le vendite online ad app o siti dedicati di terze parti (Marketplaces come Amazon), mentre è uno di quelli con la quota più bassa di piattaforme proprietarie (ossia di ecommerce indipendenti).
Un motivo, naturalmente, è rappresentato dal fatto che in Italia mancano competenze e si investe ancora troppo poco nel settore.
Un gap che ci contraddistingue dal resto d’Europa.

I dati arrivano dall’Eurostat, fanno riferimento al 2017 e riguardano solo le aziende con più di 10 dipendenti e che non operano in campo finanziario.
E rappresentano un punto interrogativo per il settore. Il valore dell’e-commerce B2C italiano nel 2017 è stimato in 24 miliardi di euro, pari a circa il 6% degli acquisti degli italiani.
Se consideriamo solo l’e-commerce dei prodotti, ovvero di quella parte che richiede una logistica e un packaging, il valore complessivo è di 12,2 miliardi, in crescita nel 2017 del 28% e pari al 52% del totale degli acquisti online in Italia.
Il volume di consegne che ogni mese si muovono in Italia è stimato intorno ai 15 milioni di euro (secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano). Insomma, un settore che cresce, ma che evidenzia ancora bassi investimenti da parte delle aziende.
Detto questo, il 54% delle imprese italiane che vende i prodotti online, si è affidato a piattaforme di terze parti (naturalmente la principale scelta è stata Amazon).
Il dato è molto significativo se paragonato alla media europea che si attesta al 39%, mentre si avvicina notevolmente a noi la Germania, con il 52% di aziende che scelgono piattaforme terze per le loro vendite online. Amazon in Germania è fortissimo (un quinto del suo fatturato europeo è fatto in Germania)
Il record positivo, invece, spetta alla Repubblica Ceca: qui il 98% delle imprese che vendono in rete ha una propria piattaforma o app per lo shopping online.
Dato indicativo e da considerare che non sono presenti Amazon, Ebay ed altri marketplaces.
Molti utilizzano in start-up i marketplace per generare le prime vendite e rodare la macchina ecommerce, per poi implementare in un secondo step le vendite su piattaforma proprietaria.















