Francesco Chiappini, founder di Ecommerce School e imprenditore ecommerce da più di 20 anni, ci parla degli scenari e del futuro dell’ecommerce.
Nell’articolo toccheremo argomenti come l’evoluzione e l’innovazione delle piattaforme e gli ecosistemi ecommerce e daremo uno sguardo alla nuova era della monetizzazione che hanno aperto le Live Shopping e il Social Commerce. Parleremo inoltre di UGC (User Generated Content), di crypto, di Smart Contract, di AI Applicata, logistica e di RAAS (Retail As A Service).
Gli ecosistemi ecommerce: Google, Meta, TikTok
I più grandi ecosistemi ecommerce riguardano Google, Meta e TikTok. Sono queste tre aziende a stabilire i nuovi scenari del mondo digitale grazie alla grande disponibilità di dati, fondi da investire e reparti di Ricerca e Sviluppo.
Guardando l’insieme di ciò che hanno già annunciato e che in alcune parti del mondo è già attivo, è chiaro che i tre grandi colossi hanno un obiettivo comune sempre più evidente e dichiarato: “fare la guerra” ad Amazon.
Fino a poco fa, Google e Meta in particolare hanno sempre visto gli ecommerce solo come una fonte di traffico per la pubblicità ma le cose stanno cominciando a cambiare.
Google Shopping verso una configurazione Marketplace
Google Shopping, a fine 2022 e solo negli Stati Uniti ma presto in tutto il mondo, si sta trasformando sempre di più in un grande Marketplace abbandonando la configurazione più simile a quella di un comparatore che ha avuto fino ad ora. Questo permetterà di acquistare direttamente dentro a Google, senza dover più abbandonare Google Shopping per entrare sul sito ecommerce di un brand.
Ovviamente, all’interno del Google Shopping ci saranno recensioni, feedback e, si spera, anche controlli approfonditi sull’ecommerce di riferimento.
Il percorso d’acquisto attualmente è molto simile a quello di un classico ecommerce, con schede prodotto che contengono tutte le informazioni che il proprietario fornisce e una scheda checkout iper-semplificata.
All’interno del Google Shopping si aggiunge anche una nuova sezione “My Account”, dove rimarranno registrate le informazioni relative agli acquisti, gli ordini, il carrello e gli articoli salvati.
Questo sembra anche dimostrare sempre più quanto Francesco Chiappini dice già da diverso tempo, ovvero che presto sarà possibile acquistare anche direttamente con un comando agli assistenti vocali come Alexa, Siri o l’Assistente Google, appunto.
Un altro vantaggio di Google Shopping è la possibilità di integrare le informazioni degli ecommerce con quelle dei negozi fisici presenti su Google Maps, fornendo all’utente la possibilità di acquistare direttamente online o di andare a ritirare il prodotto direttamente nel punto vendita selezionato, sapendo con anticipo che il prodotto è disponibile ed è stato messo da parte. Questo è possibile nella tab “Disponibile nelle vicinanze”.
Lo scenario che configurando Google è davvero rivoluzionario ed è anticipatore di un cambiamento davvero radicale. E Meta di certo non è fermo a guardare.
Meta e l’interesse verso l’ecommerce
Tralasciando gli attuali problemi di Meta con gli investitori a causa dei ritardi nello sviluppo del Metaverso, l’interesse di Mark Zuckerberg verso l’ecommerce è palese.
Negli Stati Uniti è già possibile abilitare il checkout direttamente in piattaforma. Al momento, le commissioni di vendita ammontano al 5% per singola spedizione o a un costo fisso di 0,40$ per tutte le spedizioni pari o inferiori a 8,00 USD. Davvero molto conveniente.
Sotto questo aspetto è bene fare alcune precisazioni su Meta:
- Ha già al suo interno la maggior parte dei cataloghi che vengono caricati per il remarketing
- A differenza di Google ha dati sociali e demografici
- Nativamente permette di lavorare sulla creazione di community e Social Shopping
- All’interno del gruppo esiste anche WhatsApp Business
Quest’ultimo permette, ora in fase di test in alcune parti del mondo, di gestire alcuni ordini direttamente in chat, con carrello e fase di checkout direttamente nell’app di messaggistica.
Un canale aggiuntivo per acquistare in modo molto rapido e che permette di non dover passare attraverso il sito ecommerce.
Live Shopping e Social Commerce
Una nuova era di monetizzazione si sta affacciando grazie al Live Shopping e al Social Commerce, che crescerà sempre di più.
Live Shopping
Le Live Shopping possono essere realizzate da influencer molto importanti o da brand direttamente.
Per esempio, Kim Kardashian nel 2019, durante la sessione di Live Shopping organizzata dall’ecommerce cinese TMall, ha venduto 15.000 bottiglie del suo profumo in meno di 15 minuti fatturando circa 900.000 € in meno di un quarto d’ora.
Allo stesso tempo, un altro esempio può essere quello di Taobao.com che effettua sessioni di Live Shopping già dal 2016 e che conta oltre 61 miliardi di dollari di vendite e si è conquistato il ruolo di KOL (Key Opinion Leaders).
Inoltre, anche Amazon permette ai creator di avere una propria pagina, di realizzare i propri contenuti e di venderli direttamente sull’ecommerce più famoso del mondo.
Infine, anche tante aziende e brand stanno cominciando a realizzare sessioni di Live Shopping direttamente nel proprio ecommerce. In questo senso, un ottimo esempio è il brand Motivi, uno dei primi Fashion Retailer d’Europa a utilizzare questo approccio di vendita online. I suoi primi risultati son ostati significativi perché in 3 mesi si sono registrati oltre 35.000 clienti, di cui 10.000 hanno visitato il sito del brand (di questi 10.000, il 40% è composto da nuovi utenti) solo durante le sessioni di Live Shopping di 30 minuti.
Se ti interessa l’argomento, puoi approfondirlo sul nostro articolo Livestream Shopping: pronto per il tuo Shopping Show?
Il Social Commerce
Il Social Commerce è una variante delle Live Shopping che però viene realizzata dai consumatori. Nel momento in cui viene data la possibilità a un consumatore o a un qualsiasi Content Creator di realizzare un contenuto su un prodotto messo in vendita e di guadagnare sullo stesso, si parla proprio di Social Commerce.
Questo è un aspetto che Meta inserirà sicuramente all’interno dei propri Social Media e che TikTok ha già annunciato, portando importanti novità per i Marketer. Si tratta di 3 nuove tipologie di inserzioni pubblicitarie:
- Video Shopping Ads
- Catalog Listing Ads
- Live Shopping Ads
Qualcuno potrebbe chiedersi perché il Social Commerce dovrebbe crescere nel prossimo futuro. Per una domanda simile basta guardare cosa le persone sono disposte a fare pur di avere qualche follower in più, quanto le Vanity Metrics siano importanti per gli utenti. Con questa consapevolezza ci si potrebbe chiedere cosa le persone saranno disposte a fare pur di monetizzare con i propri Social Media. Ecco perché è chiaro che il Social Commerce crescerà sempre di più.
Social Commerce e Live Shopping: alcuni concetti fondamentali
Quando si parla di Social Commerce e di Live Shopping, ci sono alcuni concetti che è bene non tralasciare o dare per scontati.
Il primo fra tutti è che l’obiettivo di Google, Meta e TikTok è chiaro: andare verso un futuro site less.
E questo perché sono interessati a
- non far uscire gli utenti dai propri ecosistemi
- mantenere il traffico interno
- monetizzare sulle vendite
- far monetizzare gli utenti per coinvolgerli ulteriormente
- aumentare l’importanza di uno dei principali KPI di Meta, TikTok e Google, che è l’Engagement Rate
Ma, se il traffico sul sito sarà sempre minore, quali aspetti diventeranno importanti?
Sicuramente il catalogo digitale è un aspetto prioritario, soprattutto considerando che sarà indispensabile essere ben distribuiti all’interno di tutti questi ecosistemi e gestire esternamente la transazione.
L’arricchimento delle informazioni sarà sempre più differenziante.
Sicuramente, portare traffico sul sito sarà sempre più difficile. Ma questo non deve essere visto come un problema perché, per citare Francesco Chiappini, “non ci sono mai problemi ma solo nuovi scenari e nuove opportunità”.
Nuovi scenari ecommerce: il tuo obiettivo nel medio-lungo termine
Quello che deve essere fatto nel medio-lungo termine è realizzare un obiettivo prioritario: gli utenti devono arrivare sul tuo sito cercando il tuo brand e non i prodotti che vendi.
Il traffico legato ai prodotti sarà conquistato da Google e dai Social Media ma il traffico legato al brand no.
È importante anche comprendere che non si può lavorare solo in ottica di pura conversione, una parte del budget di marketing deve essere destinato alla Brand Awareness e alla Ricerca e Sviluppo affinché possano essere testati nuovi canali di vendita.
Inoltre, anche la SEO sarà sempre più Brand Oriented. Più gli utenti cercano il nome di un brand, più il sito di quest’ultimo sarà indicizzato.
Esistono però anche altri motivi per lavorare sul brand:
- Il Covid-19 ha portato un forte aumento dei Player che si sono inseriti nel mercato
- I costi pubblicitari sono aumentati di conseguenza
- Si sono abbassate molto le barriere d’ingresso per fare ecommerce e, sempre di conseguenza, è aumentata la concorrenza
- I costi di acquisizione cliente aumentano con l’aumentare della concorrenza
- Si aumenta anche l’autorità del brand agli occhi della nicchia di riferimento
- Garantisce una sopravvivenza maggiore
- È uno degli asset più importanti
- Non si dipende dal posizionamento commerciale dei prodotti
- Se i produttori dovessero disintermediare, ma il lavoro sul brand è stato positivo, si diventa specialisti, slegandosi dal singolo prodotto
Cosa fare a livello operativo
In questo senso, una checklist operativa e semplificata per aiutare chiunque a comprendere cosa fare a livello operativo:
- Migliorare la Brand Image
- Preparare un piano di comunicazione basato sul Content Marketing
- Diversificare i canali e consolidare quelli classici
- Realizzare contenuti
- Diventare uno specialista specializzato
- Coinvolgere gli utenti
Gli altri scenari
Sicuramente, gli UGC sono parte di questi scenari che devono essere presi in considerazione per realizzare moltissimi contenuti. Shein, per esempio, li ha usati tantissimo nelle schede prodotto scatenando una Social Proof molto, molto efficace. Sappiamo già benissimo quanto gli UGC impattino ma, in una logica di acquisto sociale e acquisto condiviso sarà sempre più importante riuscire ad avere contenuti di questo genere.
Altro scenario molto importante e in forte crescita è quello legato alla Tokenomics, termine utilizzato per riferirsi all’economia legata alla Block Chain, agli NFT e alle Crypto Valute. Questa è sempre più utilizzata anche negli ecommerce e crescerà perché permetterà la monetizzazione di massa.
Inoltre, anche il Composable Ecommerce è un concetto che deve essere tenuto sotto stretto controllo in merito al prossimo futuro. Con questo termine si intende un ecommerce non più basato su uno o due sistemi ma costruito su microservizi. Tutta l’infrastruttura sarà spacchettata in microservizi, gestionale e CMS compresi.
Questo permette più flessibilità nei momenti di transizione o di cambiamento.
L’intelligenza artificiale è un altro di quei discorsi che riguardano il futuro degli ecommerce e che in questo periodo è davvero sulla bocca di tutti. Può essere utilizzata per automatizzare una prima bozza delle schede prodotto a cui deve seguire solo una revisione ed è fondamentale per quanto riguarda il Machine Learning delle macchine di Advertising. Stiamo andando sempre più verso strumenti automatizzati e indipendenti dall’apporto umano, che verrà limitato alla creatività e al controllo di gestione.
Il lato logistico è quello che deve evolvere più di tutti. Bisogna prestare attenzione alla sostenibilità, provando a utilizzare quanto più possibile i mezzi elettrici, alla CO2 generata dal consumo elettrico e molto, molto altro. In questi giorni a Milano è arrivato un mezzo a guida autonoma, un vero e proprio postino robot dotato di sensori anti-ostacolo e che può consegnare pacchi e merci nell’ultimo miglio.
Infine, il cosiddetto RAAS, ovvero il Retail As A Service, è uno store fisico dei grandi Marketplace. Per esempio, Amazon negli USA ha alcuni store fisici dove vende solo prodotti con recensioni a 5 stelle.
Anche questo modello di business sarà protagonista del futuro degli ecommerce e, per questo motivo, deve essere tenuto sotto controllo da chi vuole lavorare in questo ambito.
Questi sono i principali scenari protagonisti del futuro degli ecommerce.
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