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Mindset e doti imprenditoriali per gestire un Ecommerce

Per avere successo come imprenditore servono mindset e tante doti differenti, anche note come soft skills. Ma come scoprire se sei sulla strada giusta? Francesco Chiappini e Marco Biasin di Ecommerce School hanno definito tutte le caratteristiche fondamentali che un imprenditore deve avere per poter gestire con successo un ecommerce.

Quali sono le giuste caratteristiche di un imprenditore destinato a emergere dalla massa? Cos’è che fa la differenza tra il successo e il fallimento?

 

 

L’approccio al rischio, al fallimento e alla gestione degli investimenti

Voler fare impresa significa riuscire ad avere un approccio e una predisposizione al rischio calcolato. Purtroppo, molte delle persone che vorrebbero diventare imprenditori di successo hanno paura di sbagliare, hanno paura di commettere un passo falso.

Però, se si guarda alla maggior parte degli imprenditori di successo, tutti hanno fatto degli investimenti che comprendessero un qualche tipo di rischio. In generale, più è alto il rischio legato all’investimento e più è alto il ritorno economico e imprenditoriale in caso di successo.

Per quanto riguarda gli investimenti prettamente monetari, ma non solo, spesso si ha l’approccio del risparmio su ogni dettaglio.

Sono molti i presunti imprenditori che risparmiano su dipendenti, stakeholder e risorse aziendali, anche quando in realtà sono proprio questi a far crescere davvero un business.

Quando si parla di ecommerce, tipicamente si grida al risparmio verso le piattaforme o l’advertising, ignorando che senza quest’ultimo non si genera traffico e senza una buona piattaforma non si converte il traffico in vendite. Per non parlare di chi, risparmiando sulla piattaforma ecommerce, nel giro di pochi anni ne cambia anche due o tre.

In America, questo genere di approccio al rischio viene definito fail forward, letteralmente “cadere in avanti”, terminologia che fa riferimento alla capacità di imparare dal proprio errore e di cadere, quindi, in avanti. Non a caso, in America le imprese più finanziate sono quelle guidate da imprenditori che hanno fallito più volte, perché se hai già fallito, hai già anche capito cosa non dovresti fare e tenderai a fallire di meno.

LEGGI ANCHE: Consigli ecommerce: la checklist per un ecommerce di successo

L’arte della pianificazione

Ridurre la percentuale di fallimenti e, di conseguenza, la percentuale di rischio calcolato quando si parla di direzione di un ecommerce è possibile.

Per farlo è necessario ricorrere all’arte strategica della pianificazione.

Pianificare permette di calcolare il rischio e di identificare i migliori investimenti.

È altrettanto vero però che non bisogna morire di Business Plan e bisogna rendere operativo il progetto a un certo punto, ma c’è una grossa differenza tra l’avviare un’attività con gli occhi chiusi e farlo monitorando le previsioni di costi e fatturato, cercando di raddrizzare il tiro strada facendo.

La pianificazione deve essere qualcosa che aiuta l’imprenditore a vedere con anticipo la destinazione del percorso, perché fare impresa è a tutti gli effetti come attraversare un percorso.

La pazienza

Insieme al concetto di pianificazione c’è anche la capacità di attendere i risultati con la giusta pazienza.

Si potrebbero incontrare imprevisti di ogni genere, economici od operativi per esempio, ma la calma e la pazienza di affrontarli e superarli sono due qualità essenziali se si vuol raggiungere il successo come imprenditori, specialmente se si tratta di ecommerce.

Nell’ecommerce, infatti, uno degli errori più comuni è quello di aspettarsi dei risultati immediati anche senza traffico, database o dati per ottimizzare.

In questo settore i risultati veri arrivano nel medio-lungo periodo.

Paradossalmente, un ecommerce è molto meno sostenibile in fase iniziale e molto di più in fase secondaria, quando si è riusciti a fare scaling e si raggiunge una stabilità e automatizzazione nella crescita del progetto.

Costanza, determinazione, concentrazione e focus

Durante la fase di lancio del progetto, molte persone sono cariche emotivamente e riescono a mettere in gioco molte energie, ma quando arriva la fase in cui è necessario mantenere la calma, essere costanti e non perdere la concentrazione, cedono inesorabilmente.

Si perdono così gli stimoli e la fiducia in se stessi, le energie vengono dissipate, probabilmente dall’avvio di un secondo progetto.

Piccolo tip: dedicarti in maniera importante a un solo progetto alla volta. Finché il primo non è consolidato e autonomo non dedicarti ad altro che ti possa portare via troppe risorse.

Si tratta di un vero e proprio mindset importante.

Molte persone sprecano tantissimo tempo della loro giornata sui social o con attività meno profittevoli quando, se volessero essere dei veri imprenditori di successo, dovrebbero dedicare quanto più tempo possibile al lavoro.

Questa determinazione e concentrazione è una soft skill che si può allenare ma che non è prettamente legata alla quantità oraria di lavoro, ovviamente. Ogni individuo ha una propria produttività oraria, che è differente da quella degli altri. Ma l’approccio mentale deve essere quello della concentrazione sul lavoro e non della distrazione facile.

Un metodo molto utile è quello di darsi degli obiettivi e dei KPI (Key Performer Indicator) con cui monitorare l’andamento del proprio lavoro.

Bisogna prendere le distanze dall’idea dell’imprenditore che è sempre in vacanza.

È giusto avere un equilibrio nella propria vita, un equilibrio psicologico e sociale, oltre che di energie prettamente fisiche che sia in grado di mantenere alta anche la determinazione e la motivazione di un imprenditore. Ma per passare un intero mese in vacanza, probabilmente prima si devono attraversare anni di duro lavoro concedendosi giusto qualche weekend sporadico.

È chiaro che quando sei un imprenditore o un’imprenditrice, anche la persona che ti sta accanto nella quotidianità deve comprendere questo genere di mentalità e appoggiarti anche quando le situazioni si faranno difficili e sarà necessario prendere decisioni importanti o scomode.

Quando si parla di work life balance, un imprenditore che sta avviando un progetto potrebbe non essere la scelta più adatta. Ci sarà la necessità di affrontare dei momenti di solitudine, di riflessione e di lavoro ininterrotto, è importante che la persona con cui si divide la vita lo capisca.

L’imprenditore è solo e incompreso e ha scelto il mestiere più solitario che ci sia.

Prendi decisioni, non scelte

Il manager prende scelte e l’imprenditore prende decisioniStefano Zamagni, docente presso l’università di Bologna

Questo dipende dal fatto che le scelte si prendono quando si ha più opzioni e si hanno a disposizione dei dati su cui basarsi. Prendere una decisione invece implica compiere un passo basandosi sul proprio istinto e sulla propria esperienza e/o saggezza, senza avere le informazioni.

Le decisioni andrebbero prese basandosi su quelle che sono identificate come le sei virtù umane:

  • Saggezza
  • Coraggio
  • Umanità
  • Giustizia
  • Tempra
  • Trascendenza, ovvero la mancanza di esperienza riguardo a una determinata decisione

Se pensi di poter essere un imprenditore e sei tipicamente unconfortable rispetto al prendere una decisione perché manca la visione sull’output, forse dovresti rivalutare la tua posizione.

Potresti scoprire di essere un ottimo manager, ma questa è una dote imprescindibile per essere imprenditori di successo.

Un altro aspetto fondamentale è anche la capacità di riuscire a prendere anche 20-30 decisioni importanti in una sola giornata.

È ovvio che se per ogni decisione ci si prende un lungo periodo di tempo per riflettere, in un mese ci si ingolfa e l’ecommerce collassa su se stesso. Un buon imprenditore matura anche la capacità di prendere decisioni importanti in poco tempo, capacità che cresce assieme alla consapevolezza di poter sbagliare.

La gestione delle persone: le zone of genius dei collaboratori

La gestione delle persone è molto difficile e rappresenta un possibile errore perché ogni persona è diversa.

Quando si parla di ecommerce e, più in generale, per il digital, si deve assumere la consapevolezza che c’è spazio per qualsiasi tipo di persona: che si abbia competenze orizzontali o che si abbia competenze verticali non fa differenza, un posto per chi ha voglia di lavorare c’è.

Ogni persona ha la propria zone of genius, ovvero la propria area di talento che deve essere indagata a dovere da un buon imprenditore. Questo non è un compito da manager, è l’imprenditore che dovrebbe aiutare le persone che gestisce ad auto-orientarsi, ovvero a capire quali sono le abilità migliori in cui potrebbero lavorare.

Sei più bravo o brava nella parte operativa? Puoi occuparti di execution e non di strategia.

Te la cavi meglio con i numeri? L’analisi dei dati potrebbe essere la soluzione più adatta.

Le parole sono il tuo punto forte? Serve sempre qualcuno in grado di raccontare un progetto in maniera efficace.

L’errore forse più comune fra gli imprenditori è proprio quello di chiedere a una persona di lavorare fuori dalla propria zone of genius, provocando la perdita di energie, di motivazione e di risorse per tutta l’attività.

Procedure e deleghe

Avere delle procedure interne può aiutare molto anche a evitare questo genere di problema o lo stallo tipicamente dovuto alla testardaggine dell’imprenditore che continua a mortificare e a far lavorare una persona fuori dalla propria zone of genius.

La Job Description, per esempio è una procedura che rappresenta uno strumento molto utile per l’imprenditore che vuole comprendere quali sono le mansioni da delegare alla persona che verrà inserita all’interno del team.

Se l’imprenditore è il primo a non conoscere in dettaglio ciò che la nuova risorsa dovrà fare, è estremamente facile che andrà incontro a un errore, che potrà comunque essere utile per interiorizzare meglio questi concetti.

Anche l’approccio e la cultura alla delega sono due aspetti molto importanti.

Delegare non significare dare un ordine e andare a occuparsi di altro.

Delegare significa avere un processo di on boarding, avere delle procedure, saper lavorare con le persone, saper dare le giuste informazioni, essere precisi e saper cogliere le note importanti ma, soprattutto, non concentrare tutte le attività tutte nelle proprie mani.

Quest’ultimo è un errore che spesso si trasforma in un collo di bottiglia.

Come evitare questo errore? Creando delle procedure. Avere delle procedure permette di delegare senza dover necessariamente controllare ogni singola attività dell’azienda, caratteristica che invece soffoca l’imprenditore.

Saper selezionare le persone e gli stakeholder

Saper selezionare le persone e gli stakeholder è una skill fondamentale per l’imprenditore.

Quando si parla di ecommerce, quasi tutto può essere esternalizzato e l’imprenditore deve anche saper farsi aiutare.

Piccolo tip: un errore tipico dell’imprenditore è quello di cercare persone che svolgano le sue stesse mansioni per scaricare il proprio volume di lavoro. Quello che si dovrebbe fare è invece cercare qualcuno che completi l’imprenditore dove egli stesso ammette e riconoscere di avere dei limiti a livello personale e professionale.

È molto importante anche non risparmiare sul personale. Dovrebbe essere logico, ma non lo è, che se l’azienda è costituita da stagisti o da apprendisti, non ci saranno mai skills interne all’aziende che permettono la crescita.

Piccolo tip: se vuoi fare l’imprenditore non avere la presunzione di voler essere il migliore e il più bravo all’interno della tua azienda. Piuttosto cerca qualcuno che sia più bravo di te!

Spesso si sente dire che la qualità di un’azienda è uguale alla qualità professionale della persona meno competente all’interno dell’azienda stessa. Questa frase è molto vera, anche se non assoluta.

Trovare professionisti che alzano il livello è davvero fondamentale.

LEGGI ANCHE: Gestire i fornitori del tuo ecommerce: 3 segreti più 1

Competenze commerciali e relazionali

La gentilezza è una caratteristica molto imprenditoriale, trattare le persone con gentilezza è importantissimo.

Oggi, specialmente nel digital, gratificare le persone aumenta tantissimo la produttività perché i lavoratori vogliono sentirsi parte di un progetto e non un numero operativo che ha solo l’incarico da svolgere.

L’imprenditore deve saper trasmettere i valori aziendali e deve condividere la visione, anche quando non sono pertinenti con l’attività specifica, perché il concetto è di non collaborare o lavorare con l’ottica di produttività ma con l’ottica di missione aziendale.

Saper scrivere e divulgare i valori aziendali

I valori aziendali non sono la Value Proposition, quest’ultima ha un aspetto più commerciale e rappresenta il motivo per cui un utente dovrebbe comprare i tuoi prodotti o il tuo servizio.

Il valore aziendale è il motivo per cui l’azienda stessa esiste e per cui ha deciso di lavorare.

In Ecommerce School, per esempio, uno dei valori aziendali è quello della continua formazione: non c’è nessun investimento nella formazione che prima o poi non si ripaghi.

Questo vale anche per l’imprenditore, che deve avere una missione o un Brand Manifesto.

Avere competenze orizzontali e non verticali

Per quanto riguarda l’imprenditore, le competenze che davvero contano sono quelle orizzontali. È ovvio che avere delle competenze anche verticali rappresenti un plus, ma non sono queste a fare la differenza.

Le competenze verticali sono tipiche dei professionisti, non degli imprenditori.

Serve avere competenze manageriali, amministrative, economiche, delle logiche di advertising, dell’analisi dei dati o della lettura dei KPI, per fare solo alcuni esempi.

Esiste una disciplina nel mondo digital che si chiama T-Shaped che consiste la capacità di avere molte competenze orizzontali e poche verticali, proprio a formare una T.

Queste competenze sono anche necessarie per l’imprenditore che deve poter dialogare con senso critico con i vari professionisti, senza correre il rischio di essere fregato o di commettere errori banali.

La scelta dei soci

Per quanto riguarda la scelta dei soci, la formula corretta per far passare il messaggio giusto è una sola: fai attenzione a chi scegli di sposare!

I soci che un imprenditore si porta dentro  al progetto devono essere altri imprenditori.

Sono assolutamente da evitare:

  • Professionisti
  • Familiari
  • Amici
  • Conoscenze strette

Ciò ovviamente non toglie che non si possano avere dei rapporti amichevoli con i propri soci, ma il rapporto deve nascere in ambito professionale.

Inoltre, il socio o i soci scelti devono avere riserve economiche per far fronte comune al rischio di dover investire più liquidità del previsto o di dover saldare un debito aziendale.

Piccolo tip: i ruoli che ricoprono i vari soci devono essere complementari e non sovrapporsi. In questo modo si evitano possibili discussioni e si stabiliscono i confini decisionali. Inoltre, avere tre persone che si occupano della stessa mansione è uno spreco enorme di risorse.

Pianificazione fiscale

La pianificazione fiscale non riguarda la contabilità, si tratta di pianificare con consulenti esperti tutto ciò che riguarda il bilancio e non la cassa.

Riuscire a guardare il conto economico e non il flusso di cassa per poter definire ciclicamente (meglio se trimestralmente) l’andamento e, nel caso, di apportare le giuste correzioni, permette di evitare l’errore di considerare la cassa come un KPI dell’andamento aziendale.

Questo, tra l’altro è un errore molto comune fra gli imprenditori.

Gestione delle priorità

Specialmente nel mondo dell’ecommerce, saper gestire le priorità è essenziale sia a livello strategico che non. Questa soft skill è una di quelle che davvero può fare la differenza fra successo e fallimento di un imprenditore.

Per esempio, se si spendesse tutto il budget sul cambio di piattaforma senza averne per poter poi generare il traffico sufficiente a ottenere le conversioni, a quale destino si andrà incontro?

Piccolo tip: come si riconosce una priorità? Dall’impatto che ha sul business.

In questo senso, per l’imprenditore può essere molto utile la famosissima Matrice di Eisenhower, in cui si suddividono le attività in quattro categorie:

  • Ciò che non è importante e non è urgente
  • Ciò che non è importante ma urgente
  • Ciò che è importante ma non urgente
  • Ciò che è importante e urgente

In termini aziendali, compilare la Matrice di Eisenhower permette di identificare le priorità nelle attività importanti e urgenti o importanti ma non urgenti e di delegare le altre.

La sete di sapere e la formazione

L’eccellenza la si raggiunge se non si è mai sazi di sapere e se si elimina dalla propria mente l’espressione “io so tutto”, specialmente quando si tratta di ecommerce e di business digitali.

Lo spirito di mantenere una costante sete di sapere e di formarsi è una delle doti imprenditoriali più importanti. E, proprio in funzione di questo spirito, ricorda che contenuti come questi sono sempre disponibili gratuitamente nella nostra Academy per formarti e imparare sempre di più. Infine, non dimenticare di registrarti nel nostro gruppo Facebook dove troverai anche un network importante d’imprenditori come te!

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