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GIF per Ecommerce: 4 modi per usare correttamente le animazioni

Se stai già storcendo il naso pensando che le GIF animate siano solo inutili orpelli ereditati dal Web degli anni Novanta, stai sottovalutando la questione.

Come già saprai, la GIF (Graphics Interchange Format) è un formato digitale per incorporare una sequenza di immagini o un breve video all’interno di un unico file.

Nel web marketing rende possibile creare banner e pop up senza richiedere al destinatario di cliccare su un link per accedere al contenuto.

gifaudience

 

Proprio in questo consiste la sua forza: cattura l’attenzione dell’utente al pari di un video, indipendentemente da quello che l’utente decide di fare sulla pagina!

Puoi pensare alla GIF come un formato a metà strada tra una immagine e un video.

Il fotografo Jamie Beck la definisce come “una immagine ancora viva”: gli utenti possono entrare in contatto con questo formato rapidamente (come farebbero con una immagine) ma al contempo possono trarre importanti informazioni dal movimento evidenziato (come farebbero da un video).

La caratteristica di immagine viva può però diventare facilmente un boomerang se non si ha buonsenso.

Infatti l’utente che atterra in una pagina inzuppata di GIF fatiscenti orientate alla vendita aggressiva, non ci mette molto ad avvertire la sensazione di spam e chiudere tutto.

I pulsanti che lampeggiano per per tutto lo schermo come un presepe sono stati banditi dal web diversi anni fa dallo stesso Google, proprio perché molestavano gli utenti rendendo scadente l’esperienza di navigazione.

Per il principio dell’esperienza passata, poi le persone tendono a preferire interfacce a loro “familiare”, mentre si disorientano di fronte a stravolgimenti grafici (acquistando meno).

Non è un caso se Amazon, da 10 anni a questa parte, ha mantenuto pressoché identica la propria struttura grafica!

Quindi tieni presente che sobrietà e senso del limite sono le qualità più importanti se si vuole intraprendere la rischiosa strada delle animazioni GIF.

Se utilizzate “con i guanti”, le GIF possono però portare ad una serie di vantaggi competitivi per differenziarsi dalla concorrenza (e non appiattirsi su comunicazioni banali trite e ritrite):

  • si caricano in automatico e sono più leggere di un video
  • attirano notevolmente l'attenzione
  • condensano più informazioni in un punto solo
  • generano viralità e vengono condivise sui social network più facilmente rispetto alle immagini
  • sono efficaci come call to action e invitano al click

 

Ecco 5 modi per utilizzare con successo le GIF in un Ecommerce:

1. Presentare un catalogo stagionale

Quando vuoi mostrare un catalogo nuovo e hai a disposizione un piccolo riquadro, una immagine non sembra mai sufficiente a presentare i diversi prodotti.

Cusp.com ha risolto il problema ricorrendo a questa gif ben realizzata, con cui invoglia l’utente a consultare i nuovi arrivi di Primavera:

gif ecommerce catalogo

 

2. Spiegare il funzionamento di un prodotto complesso

Non sempre è facile spiegare con esattezza il funzionamento di certi prodotti attraverso immagini e testi. In molti casi si lasciano “buchi” nella mente del lettore che dovrà colmare con le proprie conoscenze o, ancora peggio, con supposizioni, il che può generare incertezze e dubbi sull’acquisto.

Incorporando brevi frame di video all’interno di una gif, è possibile mostrare il “prodotto in azione” e comunicare al meglio il modo di utilizzarlo. Come nel caso dello spremifragole (si dirà così? :-)) qui sotto:

gif ecommerce funzioonamento prodotto

dogfish-3-600

 

Nel caso di prodotti più complessi e di difficile comprensione, si possono creare brevi tutorial e guide “step by step”. Le possibilità sono infinite!

 

3. Annunciare l’arrivo di un nuovo prodotto

Come abbiamo detto la GIF ha l’intrinseca caratteristica di catturare inevitabilmente l’attenzione degli utenti. Può essere un ottimo modo di pubblicizzare l’imminente arrivo di un nuovo prodotto!

Proprio quello che ha fatto questa estate American Apparel con la release dello smalto Nail Lacquer.

gif ecommerce tumbir

 

La società ha creato questa splendida animazione GIF di presentazione, e l’ha utilizzata sul proprio blog di Tumbir per promuovere 6 inediti colori di smalto con una offerta a tempo limitato.

Nell’ecosistema di un social network, una animazione simile è in grado di innescare un forte engagement e raggiungere in maniera efficace una nicchia di potenziali acquirenti.

 

4. Rendere le email più accattivanti

Pur rimanendo un canale di marketing importantissimo, l’email nel 2016 è davvero inflazionata di email promozionali tutte uguali. Ecco che le animazioni possono intervenire per catturare l’attenzione di utenti sempre più indifferenti e assuefatti.

Il fashion store KateSpade.com utilizza in modo magistrale le animazioni GIF all’interno delle proprie mail. Eccone un esempio:

kate-spade gif ecommerce email marketing

L’utilizzo di questa semplice animazione ha una importanza strategica: in un’unica immagine centrale si riescono a mostrare le variazioni di colore della borsa, senza alcuna distrazione.

L’impatto a livello di Visual è notevole: si mantiene l’attenzione dell’utente focalizzata in un unico punto dove è presente la call to action “Shop Now” che rimanda al sito.

SherwinWilliam.com utilizza un modo di lavorare simile, portando l’utilizzo delle GIF allo stato dell’arte. Questo Store online vende vernici per pareti di una infinità di tipi e gradazioni di colore.

Su quale Pain faresti leva per catturare l’attenzione dei potenziali clienti? Indubbiamente sulla difficoltà di abbinare i colori delle pareti con quelli dei complementi di arredo.

sherwin-williams1 gif email marketing

 

Ed ecco che in un’unica grafica riesce a veicolare un messaggio potentissimo: le nostre vernici si intonano perfettamente al tuo arredamento esistente. In questo caso una GIF parla più di un intero catalogo fotografico!

 

Conclusioni

Dopo un periodo di letargo, le GIF sono tornate negli ultimi anni ad essere di utilizzo comune.

Puoi sfruttare i punti di forza di queste animazioni per colpire in anticipo l’utente, stampandogli nella mente una storia senza lasciargli il tempo di decidere se quella storia vuole sentirla.

L’importante è fare prima gli opportuni a/b test (e se possibile a/b/c test) su specifici segmenti di utenti (nuovi visitatori, traffico organico, hanno aggiunto un prodotto al carrello ecc.) e vedere se può esserci una pista da seguire.

 

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