Come fare Remarketing avanzato con Google Analytics

 

Di tutte le migliaia di utenti che visitano il tuo sito di Ecommerce, solo una piccolissima percentuale compie acquisti.

Il resto del traffico si divide tra utenti che sono rimbalzati fuori e utenti che hanno compiuto azioni sul tuo sito, visitato pagine, navigato per categorie o addirittura aggiunto prodotti al carrello, ma per qualche ragione sono usciti senza aver aperto il portafogli. Sarebbe un peccato perderli per sempre!

Ed è a questo punto che entra in gioco il Remarketing, il sistema di pianificazione di advertising online che ti permette di raggiungere utenti che in precedenza hanno visitato il tuo sito web mentre navigano in altri siti della rete Display di Google.

I tuoi annunci possono essere personalizzati e mostrati solo agli utenti che hanno compiuto precise interazioni sul tuo sito web, oppure che cercano parole chiave pertinenti con i tuoi prodotti.

Il problema è che attivare una campagna per la rete display ha un costo, e a me personalmente capita troppo spesso di vedere fastidiosi banner pubblicitari che non mi interessano, oppure che destano la mia curiosità ma si riferiscono a cose che non ho intenzione di comprare nel breve periodo.

Questo può anche andare bene se si tratta di fare Brand Awareness, ma non è direttamente collegato all'aumento di conversioni (anche se le due cose sono comunque correlate).

Invece è possibile aumentare le vendite generate dal proprio ecommerce con una strategia di remarketing più intelligente, studiata sulla base dello specifico comportamento degli utenti e delle interazioni con il tuo brand, focalizzandoti sui segmenti di utenti che sono più propensi all'acquisto.

Normalmente si possono creare appositi elenchi per il remarketing direttamente dal pannello di Google Adwords. Voglio però mostrarti come creare un elenco di remarketing utilizzando il codice di monitoraggio di Google Analytics anziché il tag di remarketing di Adwords.

Questo porta alcuni vantaggi:

  • Utilizzi un solo tag sul tuo sito
  • Sfrutti la potenza e le infinite possibilità della segmentazione di Analytics per creare elenchi mirati
  • imposti una strategia integrata di web marketing multipiattaforma

Per fare questo occorre:

  • avere gli account Analytics-Adwords collegati
  • spuntare all'interno di Adwords l'Opzione "Usa il codice di monitoraggio di Google Analytics anziché il tag di remarketing di AdWords"

Dopodiché dal pannello di amministrazione di Analytics vai in Amministrazione =>Impostazione Proprietà => Impostazioni Avanzate e "Abilita le funzioni dell'inserzionista display"

 

abilita funzioni inserzionista display su google analytics

 

Ora da Analytics segui il percorso Proprietà => Remarketing => Sorgenti di Pubblico => + Nuovo segmento di pubblico

 

 

Ti vengono consigliati alcuni segmenti per il tuo remarketing. Ad esempio potrai selezionare

  • gli utenti che hanno visitato una sezione specifica del tuo sito. Se ad es. hai una banner su una promozione per camicie da uomo, falla visualizzare a coloro che sono precedentemente entrati nella categoria "camicie"
  • gli utenti che hanno realizzato una micro-conversione all'obiettivo. Se un utente si è registrato alla tua newsletter, potrebbe essere più ricettivo alle tue offerte.
  • utenti che hanno effettuato un acquisto. Sono clienti ricettivi che apprezzano i tuoi prodotti, e su cui potrai fare up-selling e cross-selling
  • i nuovi utenti. Puoi incoraggiare i visitatori che ti hanno appena conosciuto a diventare Utenti di ritorno.

Se sei alle prime armi puoi affidarti alle capacità di apprendimento automatico di Google selezionando la voce "Elenco Intelligente". Attraverso un algoritmo Google stimerà gli utenti che hanno più probabilità ad effettuare conversioni sulla base dei precedenti comportamenti.

Se non vuoi perdere tempo, puoi importare dalla galleria di Google Analytics elenchi per il remarketing già impostati. Ti consiglio di cominciare da questo.

Tieni però presente che ogni sito web è una realtà a se stante, con il proprio pubblico e le proprie logiche, per cui la cosa migliore è personalizzare i segmenti sulla base delle proprie specifiche esigenze.

Segmenti avanzati per un remarketing intelligente

Voglio mostrarti alcuni esempi di come sfruttare la potenza dei segmenti avanzati per fare remarketing con Google Analytics. Attenzione però a non prendere tali dati come oro colato: come già detto non esistono soluzioni universali e occorre testare ogni volta cosa funziona e cosa non.

 

 1) Un recupero di carrelli abbandonati con stile

I carrelli abbandonati sono l'incubo di ogni ecommerce manager. L'87% dei consumatori elettronici infatti abbandona il carrello prima di completare l'acquisto (fonte: Forrester Research).

Ma niente paura! I carrelli abbandonati possono trasformarsi in una opportunità, in quanto secondo Marketing Sherpa (dati 2012) il 21% di chi abbandona il carrello, poi acquista. Semplicemente non era ancora pronto, o voleva dare un occhio ai siti concorrenti, o ancora voleva conferme sulle spese di spedizione.

L'email marketing è lo strumento principale per recuperare questi clienti paurosi, ma come fare se ad abbandonare sono utenti di cui non si ha la mail? Ormai la risposta la sai già: con il remarketing!

Creiamo il seguente segmento:

recupero carrelli abbandonati

per intercettare il traffico di utenti che ha aggiunto almeno 1 prodotto al carrello ma non ha finalizzato l'acquisto durante la sessione. Dopodiché sta alla tua creatività scegliere quale messaggio comunicarli: potrebbe essere una promozione, oppure una rassicurazione sulle spese di spedizione, il reso gratuito ecc.

 

2) Intercettare chi è stato a lungo sul sito senza compiere acquisti

Come variano le entrate generate in relazione alla durata della sessione?

Ipotesi: chi spende più soldi ha bisogno di più tempo per effettuare l'acquisto. Viceversa, i visitatori che rimangono più a lungo sul tuo ecommerce POTREBBERO essere più propensi a fare grandi acquisti

Diamo prima un occhiata allo scontrino medio

 

poi creiamo 2 segmenti avanzati, uno per riunire le sessioni con entrate inferiori alla media, l'altro per quelle maggiori.

 

segmento avanzato entrate < media

 

Successivamente andiamo in Pubblico => Panoramica => Comportamento => Coinvolgimento ed applichiamo i due segmenti, per vedere come cambiano i valori di acquisto in relazione al tempo speso sul sito.

 

https://www.ecommerce-school.it/blog/wp-content/uploads/2015/01/coinvolgimento.png

 

Mentre normalmente le sessioni con entrate inferiori allo scontrino medio sono maggiori, i rapporti si invertono per le sessioni più lunghe di 30 minuti. In altre parole, le persone impiegano più tempo per compiere una decisione di acquisto se hanno intenzione di spendere più soldi.

Ma cosa dire di chi è stato sul sito per più di 30 minuti ma non ha acquistato? Potrebbe essere un potenziale cliente alto-spendente, giusto?

Quindi creiamo un segmento avanzato di questo tipo:

 

segmento avanzato durata sessione

 

per raggruppare gli utenti che hanno effettuato una sessione più lunga di 30 minuti e non hanno effettuato un acquisto. Dopodiché...giù di campagne display!

 

3) Che coincidenza! Era proprio quello che cercavo..

Cosa può esserci di meglio che sponsorizzare un prodotto a clienti che...sono già atterrati sul tuo sito attraverso di esso? L'idea è quella di raggruppare gli utenti che sono atterrati su una specifica pagina prodotto del tuo sito ma non hanno completato l'acquisto.

In comportamento => contenuti del sito => pagine di destinazione avrai una panoramica delle principali pagine su cui gli utenti atterrano nel tuo sito.

Scegli uno dei prodotti con un buon rapporto tra numero di sessioni e tasso di conversione, poi crea un segmento che riunisca gli utenti che sono atterrati su quella pagina ma non hanno acquistato.

Non hanno acquistato perché il prezzo era alto rispetto alla concorrenza? Ci sono stati problemi durante la navigazione? Erano solo curiosi?

Qualsiasi siano i motivi, di sicuro si tratta di utenti ricettivi verso il tuo prodotto. Tieni presente che non sono utenti che hanno semplicemente visto la pagina: ci sono proprio atterrati in seguito ad una ricerca organica o a pagamento, per cui ne erano alla ricerca. Loro hanno bisogno del tuo prodotto. Non lasciarti scappare questa occasione!

Conclusione

Questi sono solo alcuni esempi di come creare segmenti avanzati per fare remarketing con Google Analytics. Mano a mano che si scende nel dettaglio del comportamento degli utenti le cose diventano più complesse. C'è poi tutta l'integrazione con i dati di Adwords che apre altri capitoli.

Se vuoi approfondire  tutto il processo di remarketing a 360°, rimani aggiornato sulle attività di Ecommerce School e non perdere l'occasione di seguire il nostro prossimo corso in Ecommerce Management.

Per l'ennesima volta (da imparare a memoria): le soluzioni vanno personalizzate di business in business e, molto importante, devono essere la conseguenza di ipotesi strategiche.

Una volta create le ipotesi con Google Analytics, la campagna display ne costituisce un test di validità che andrà aggiustato in corso d'opera. Nulla può essere conosciuto a priori.

Detto questo, ora non ti rimane che creare una offerta specifica e incentivante, comunicare il prodotto in una maniera diversa attraverso la rete display e smuovere gli indecisi a compiere il grande passo verso la conversione!

 

 

 

Marketing Automation Specialist - Mi occupo di marketing comportamentale e personalizzazione dell'esperienza di acquisto online. Ogni utente è diverso ed ha specifiche esigenze: è il sito che deve adattarsi a loro e non viceversa!
1 Comment
  1. mauro 26 Maggio 2017 at 12:51

    ciao bellissimo articolo!
    Mi sai dire dove trovo in adwords “Usa il codice di monitoraggio di Google Analytics anziché il tag di remarketing di AdWords”?

    Grazie inifinite
    Mauro

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