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15 consigli per ridurre i carrelli abbandonati del tuo ecommerce

Chiunque abbia o gestisca un ecommerce ha problemi con i carrelli abbandonati.

La stima del tasso medio di abbandono del carrello è pari al 69,82% e le motivazioni che possono nascondersi dietro a questi comportamenti sono davvero tante.

Jessica Franceschini, Ecommerce Manager Senior di Ecommerce School, insieme a Elisa Levantesi, Email Marketing e Marketing Automation Specialist, hanno raccolto per te 15 consigli per ridurre il numero di carrelli abbandonati nel tuo ecommerce.

E alla fine ci sono anche 2 Bonus Tips!

Perché i carrelli vengono abbandonati

Le principali motivazioni che si nascondono dietro all’abbandono di un carrello ecommerce sono di natura diversa e possono essere:

  • Costi extra non dichiarati, dichiarati solo nella fase finale dell’acquisto e comunque troppo alti
  • Problemi tecnici di utilizzo della piattaforma, ad esempio il caricamento della pagina superiore ai 3 secondi
  • Scarsa chiarezza in merito ai tempi di consegna o tempistiche eccessivamente lunghe rispetto agli standard del mercato di riferimento
  • Prezzi disallineati rispetto alla concorrenza
  • Mancanza di fondi sul metodo di pagamento scelto
  • Troppe informazioni richieste in fase di registrazione dell’account
  • Processo troppo lungo o articolato

Quello che deve essere fatto è riuscire a ottimizzare i tassi di conversione degli ecommerce.

Per farlo, il primo passo deve essere quello di analizzare a fondo la propria situazione di partenza.

Alcuni strumenti per l’autodiagnosi del proprio ecommerce

Esistono alcuni strumenti che permettono di eseguire in maniera autonoma una diagnosi del proprio ecommerce. Farlo è sicuramente il modo migliore per capire quale dei nostri 15 consigli per ridurre i carrelli abbandonati può essere più utile alla tua circostanza.

Tra i tanti, 3 sono sicuramente i più importanti:

  • Google Analytics, che permette di impostare i fari step del checkout e di testare con dei piccoli cambiamenti
  • Hotjar, che è uno strumento che permette di visualizzare le mappe di calore di un sito internet. Una mappa di calore di una pagina è una mappa che identifica le zone con maggior quantità di clic da parte dei visitatori
  • Survey Onpage, elemento decisamente più qualitativo che consiste nel chiedere direttamente agli utenti quali sono gli elementi di principale disturbo

Attraverso questi strumenti si può definire con precisione l’attuale tasso di abbandono dei carrelli e si può stabilire un obiettivo da raggiungere.

È possibile anche chiedere ad amici o parenti di passare del tempo sull’ecommerce mentre li si assiste, in modo da evitare di avere un occhio puramente tecnico.

LEGGI ANCHE: Ecommerce: quando esternalizzare la logistica?

15 consigli per ridurre i carrelli abbandonati: le best practice dei migliori Ecommerce Manager

Dopo aver definito tutte le problematiche, le si possono raggruppare per insiemi di problematiche simili e ordinarle per priorità. Solo a questo punto si può passare alle misure da adottare nel tentativo di abbassare il tasso di carrelli abbandonati.

Ecco, dunque, i 15 consigli per ridurre questa percentuale il più possibile:

  1. Comparazione dei prezzi.
    Se sei un rivenditore e i tuoi prodotti vengono venduti anche da altri merchant, analizza costantemente i prezzi dei tuoi competitor e utilizza i comparatori o i software di price comparison per restare aggiornato in merito.
    Questo non serve solo a fare una mera guerra dei prezzi, però può essere utile a comprendere meglio qual è il valore percepito dall’utente e dal cliente finale. 
  2. Spedizione.
    Valuta la tua offerta di spedizione e cerca di prediligere la spedizione gratuita o di abbassare la soglia entro la quale la spedizione diventa inclusa.
    Anche qui può essere utile analizzare il comportamento dei competitor.
  3. Comunicazione trasparente.
    È bene verificare che le spese di spedizione e la soglia siano comunicate in tutte le fasi della navigazione utente.
    Lo stesso vale anche per i tempi di spedizione che possono essere inseriti in una header bar fissa.
  4. Metodi di pagamento.
    Se hai pochi metodi di pagamento cerca di aumentarli. Offri i wallet digitali più comuni come Apple Pay, Google Pay o PayPal. Anche pagamenti rateali e i finanziamenti possono essere interessanti.
    Non dimenticare il contrassegno, che in Italia rappresenta ancora il 20% delle transazioni ecommerce.
  5. Checkout Progress Bar.
    Se hai un checkout che si compone di vari step e scopri di avere dei drop importanti tra questi, valuta di compattarli o di renderli più intuitivi.
    Inserire una Progress Bar può aiutare l’utente a comprendere meglio cosa sta accadendo e cosa deve accadere. Cerca di compattare tutta l’operazione in massimo 3 step e ricorda di mantenere alta la motivazione dell’utente indicando che manca davvero poco.
  6. Microcopy.
    I microcopy sono i testi brevissimi, quelli composti di poche parole. Si tratta delle Call To Action o di brevi frasi in fase di checkout. Utilizza e ottimizza i microcopy per rassicurare e orientare l’utente spiegando il motivo per cui sono necessari certi dati.
    Evidenzia lo spazio per inserire i coupon e per contattare l’assistenza.
  7. Riduzione dello sforzo.
    I clienti ecommerce sono sempre più svogliati e chi gestisce questo genere di attività ha il compito di rendere lo sforzo il più piccolo possibile. Introduci la modalità di acquisto come ospite, chiedendo la registrazione di un account solo dopo l’acquisto stesso.
    Integra anche le API di Google Maps per l’auto-compilazione dei campi per la spedizione.
  8. Riduzione delle distrazioni.
    In header e in footer non devono esserci link che possono portare l’utente a pagine diverse da quelle necessarie al completamento dell’acquisto.
    Lascia solo le informazioni necessarie e riduci le distrazioni al minimo indispensabile.
  9. Azioni di Exit Intent.
    Per fare Lead Generation puoi chiedere all’utente di salvare il proprio carrello per un secondo momento.
    In questo modo potrai inviargli una mail per ricordargli un carrello salvato.
  10. Ottimizzazione tecnica.
    Se il tuo ecommerce impiega più di 3 secondi per il caricamento, valuta come ottimizzare carrello e checkout.
  11. Assistenza, anche in checkout.
    Molte persone, durante la fase di checkout sentono il bisogno di avere le ultime informazioni.
    Fornisci assistenza indicando in carrello e in checkout che possono entrare in contatto con la chat e che possono consultare le FAQ per trovare le risposte.
    Inserisci anche supporto telefonico e tramite WhatsApp.
  12. Remarketing multicanale.
    Recupera i tuoi utenti attraverso le ADS di remarketing multicanale.
    Meta, Google o Criteo possono aiutarti in questo e possono targettizzare gli utenti che hanno visualizzato la tua pagina carrello e di checkout ma non hanno acquistato.
  13. Email automatica per il pagamento non a buon fine.
    Se l’utente ha abbandonato il carrello perché il pagamento non è andato a buon fine, imposta un’email automatica per invitarlo a riprovare.
    Consiglia in questa fase anche la scelta di un metodo di pagamento alternativo. Non limitarti a fare una lista della spesa dei metodi di pagamento di cui dispone il tuo ecommerce, piuttosto individua e suggerisci dei vantaggi specifici per ognuno di questi.
  14. Email marketing.
    L’email marketing ti può aiutare più di quanto pensi. Una semplice email a 6-8 ore dall’abbandono del carrello ha dei tassi di conversione medi che oscillano tra il 10 e il 18% e ha un open rate medio del 40%.

    Non sottovalutare mai il potenziale dell’email marketing e ricorda di contestualizzarle il più possibile al tuo settore di riferimento. Ad esempio, se il tuo ecommerce offre prodotti caratterizzati dall’acquisto d’impulso, il tempo di attesa per inviare una mail può abbassarsi anche a 2 ore.

    È fondamentale che nelle email relative ai carrelli abbandonati del tuo ecommerce siano presenti i prodotti inseriti dentro al carrello!
    Anche una recensione può essere molto utile in questa fase.

    Gli sconti messi a disposizione in questo genere di email devono essere fatti con logica e raziocinio. Ad esempio, se lo scontrino medio dell’ecommerce è di 60€ e il carrello abbandonato è di 100€, la questione è rilevante perché alza lo scontrino medio stesso e ci si può permettere uno sconto.
  15. Ci sono tantissime altre azioni.
    Notifiche push, automazioni su WhatsApp, l’utilizzo dei Chat Bot sono tutte strategie alternative all’utilizzo dell’email marketing.

    Evita un’invasione eccessiva di comunicazioni, tendono a generare l’effetto opposto a quello desiderato.

LEGGI ANCHE: Come creare un ecommerce completamente automatizzato

Bonus Tips operativo per Klaviyo e Sendinblue

Se utilizzi Klaviyo, ricordati di porre grande attenzione alla funzione Smart Sending. Si tratta di una funzione che permette di controllare ogni quanto tempo un utente che ha abbandonato il carrello può ricevere l’email di recupero.

Si possono inserire anche altri filtri per le impostazioni di questa funzione che, solitamente, è attiva di default!

Se utilizzi SendinBlue invece, lavora d’ingegno e astuzia. Puoi impedire a un contatto di ricevere troppe volte la stessa email di recupero in un determinato arco temporale anche senza la funzione appena citata di Klaviyo.

Come ridurre i carrelli abbandonati del tuo ecommerce è solo uno di molti argomenti interessanti legati al mondo degli store online. 

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