Social commerce: Cambia il comportamento di acquisto dei consumato

social commerce

Anche  la definizione di Social commerce tra diventando sempre più fluida.

Mentre all’inizio era riferita direttamente alla vendita, con particolare focus al tasto ‘ Compra ora’ per gli utenti, destinato ad invogliare all’acquisto del prodotto in maniera diretta, oggi ha evoluto la sua influenza, sia in termini di tempo che di multicanalità, anche offline.

Il social commerce, infatti, non è limitato esclusivamente a promuovere l’acquisto su una piattaforma ecommerce, ma coinvolge tutte le fasi che lo precedono o lo seguono, fidelizzando i clienti e migliorando i propri prodotti offerti grazie all’ascolto del consumatore.

Tutte le piattaforme social per i millenials.

Sono soprattutto strumenti dove avviene la scoperta, e si scoprono nuovi prodotti o servizi. In generale L’awareness che un post di un brand o di un influencer riesce a generare intorno al prodotto è estremamente elevata.

Infatti ben il 38% dei millenial scopre un brand grazie a Facebook, che con molta probabilità acquisterà su Instagram (37%).  Scendiamo di poco, circa il 30% per Facebook e il 29% per Instagram se consideriamo anche la media degli altri segmenti di mercato, (in termini di età!).

Mentre strumenti come Pinterest (poco utilizzato in Italia) hanno un alto livello di post organici che possono invogliare all’acquisto, Facebook cattura l’attenzione degli utenti con le Ads, e Instagram ottiene livelli simili mixando le due varianti di post.

Tuttavia la cosa più interessante su cui porre l’attenzione è dove l’utente compra il prodotto che ha visto su queste piattaforme è il dove si conclude il customer journey che fa la differenza.

Amazon ha 42% degli acquisti per prodotti  visti su Facebook. Dunque in un modello di attribuzione il primo contatto avverrebbe su Facebook o Instagram, per la maggior parte,  l’acquisto verrebbe concluso all’interno del marketplace.

In seconda posizione nei dati del 2017 vediamo gli store eCommerce (36%), la piattaforma stessa dove abbiamo trovato l’inserzione (18%), lo store fisico (15%), e altri digital retailer (17%).

L’importanza della Multicanalità nel social commerce

Generalmente il tasto ‘Compra Ora’  fa atterrare gli utenti su un sito ecommerce esterno ma all’interno del framework del social, ma solo pochi di questi acquistano direttamente dalla piattaforma, e le motivazioni sono tante, anche per il fatto che i pagamenti non sono facilitanti su molti shop.

Prima abbiamo accennato alla percentuale degli acquisti che avviene negli store fisici (tra il 14 e il 17%) attraverso tutte e 5 le piattaforme social, e questo è interessante ed estremamente utile per capire l’importanza della multicanalità all’interno del percorso che l’utente compie verso il suo acquisto.

Twitter, Linkedin o Facebook sono in grado di fornire un accesso ad una vasta moltitudine di informazioni rilevanti che non possono essere reperibili attraverso i sistemi tradizionali di vendita e sono dunque opportunità di vendita che vanno sfruttate: le discussioni, le lamentele, le recensioni dei prodotti, i gruppi e i canali Youtube sono importanti driver di conversione.

Un’altra questione è appunto quella legata alla frammentazione delle esperienze di acquisto, allo sviluppo strategico dei micromenti, che può essere analizzato anche con un rapporto del tempo che viene dedicato mediamente su queste piattaforme.

Studi recenti hanno stimato ad esempio che Facebook ha subito una perdita di 2 milioni di utenti compresi tra un’età dai 16 ai 24 nni nel 2017, e da Gennaio importanti survey hanno constatato una calo nell’utilizzo della piattaforma da parte dei millenials.

In particolare dal 52% al 40% per utenti che vanno dai 17 ai 27 anni, e dal 48% al 33% per utenti dai 28 ai 38 anni.

Tuttavia, al contrario, Instagram sta attrarendo giovani utenti, e le previsioni vedono un incremento degli utenti di circa 1,8 milioni nel 2018.

Che il web cambi in modo considerevole e costante le abitudini di acquisto e dei consumatori è un fatto noto, ma che sia in grado di modificare in maniera rivoluzionaria il processo di vendita, generando nuove tipologie di contatti, basati sulla conoscenza dei potenziali clienti è una verità che un buon venditore deve tenere ben in considerazione.

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