Cosa farà Alibaba con i 15 miliardi investiti in intelligenza artificiale

Sono 15 i miliardi di dollari che il colosso cinese del commercio elettronico Alibaba ha deciso di investire in ricerca e sviluppo, specialmente in intelligenza artificiale.

Sviluppi che dovranno avvenire nei prossimi tre anni, sulla scia di quanto sta già facendo anche Amazon e, da un po’ di tempo a questa parte seriamente, anche Google.

Del resto Jack Ma ha dichiarato di voler estendere la sua rete logistica globale nell’arco di 72 anni, tempo sufficiente (forse) per vedere troneggiare una delle sue sedi anche qui da noi, sulle strade di una delle nostre città italiane.

Se gli sviluppi in intelligenza artificiale saranno consistenti, è auspicabile pensare che possa volerci molto di meno di 72 anni.

Ciò che Alibaba sta facendo è conquistarsi una fetta di quello che sarà il mercato più succulento dei prossimi anni: quello dello shopping vocale.

La guerra tra i colossi Tech, molto probabilmente, si giocherà anche sugli scaffali dei supermercati, fisici e virtuali. Possedere merci da vendere, specie della catena del fresco, sembra oggi essere tra i business più fruttiferi.

Come dicevamo è molto probabile che Jack Ma indirizzi buona parte dei quei 15 miliardi di dollari nello sviluppo di AliGenie, l’assistente virtuale di Alibaba, una sorta di Alexa cinese, in grado di comprendere il linguaggio umano, rispondere e compiere operazioni alla stregua di tutti gli altri assistenti vocali in circolazione (Google Assistant, Cortana, Siri).

Lo scorso agosto, peraltro, Alibaba ha presentato al pubblico il suo speaker intelligente Tmall Genie.

Durante una dimostrazione, il dispositivo, alimentato da intelligenza artificiale, appunto da AliGenie, è stato capace di compiere una serie di operazioni come ordinare e organizzare la consegna di alcune bottiglie di Coca Cola, ricaricare uno smartphone e attivare un umidificatore intelligente all’interno di una casa.

Tmall si appresta a essere il diretto competitor di Echo, lo speaker intelligente di Amazon, sul quale – appunto – è installato Alexa. E, come un diffusore che si rispetti, collega anche tutti gli elettrodomestici della casa.

Quello degli assistenti vocali, peraltro, è un mercato altamente succulento. Solo Alexa sarebbe capace di generare un business di 10 miliardi di dollari entro il 2020.

Mercato destinato ad aumentare poichè secondo eMarketer il loro uso dovrebbe crescere del 23,1% quest’anno e con esso l’utilizzo di altoparlanti a controllo vocale.

Prima che finisca questo 2017 35,6 milioni di americani avranno usato uno speaker intelligente almeno una volta al mese, con una crescita del 128,9% rispetto allo scorso anno.

Se Amazon, con il suo Echo, detiene praticamente il 70% del mercato, Alibaba non può essere da meno.

Secondo quanto osservato finora, AliGenie, offrirebbe molto di più di quanto abbiamo visto fare dagli assistenti vocali americani, soprattutto grazie alla sua integrazione con la suite tecnologica di Alibaba.

Ovviamente AliGenie è anche capace di riconoscere la stampa vocale e questo ha uno scopo ampiamente commerciale se lo pensiamo in stretta correlazione con Alipay. In questo modo AliGenie può ordinare la merce e pagarla su richiesta.

La verifica dell’acquisto richiede che l’utente pronunci (vocalmente) la password inviata sul proprio smartphone, fornendo quindi una sorta di verifica in due fasi.

Alibaba ha dimostrato come potrebbe essere utilizzato per ricaricare i conti prepagati utilizzando solo una conversazione.

La consegna a domicilio di KFC è stata menzionata anche come caratteristica in fase di implementazione.

A differenza dei suoi concorrenti occidentali, Alibaba è aperta a partnership per lo sviluppo di AliGenie. L’azienda sta aprendo il negozio AliGenie Skills Store, che fornisce supporto agli sviluppatori che cercano di creare app per la piattaforma medesima.

AliGenie sarà anche condiviso a livello hardware con la collaborazione di terze parti. Per il momento Alibaba non ha detto con chi sta lavorando, ma potrebbe presto arrivare sul mercato un piccolo trenino alimentato attraverso l’intelligenza artificiale, capace di muoversi e rispondere ai comandi del bambino. Geniale, no?

 

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