5 errori di copywriting che trasformano il tuo ecommerce in una bancarella del pesce, anche se hai i prodotti migliori sul mercato.

copy ecommerce

 

Trascorri ore e ore a scrivere sul tuo ecommerce. Sempre nuove descrizioni per schede prodotto (se non sai come scrivere le schede prodotto, ti consiglio di studiarti questo articolo), mail promozionali, educazionali, e nel poco tempo libero che ti rimane la sera invece di guardarti un film devi pure pensare a che diavolo parlare nel blog (che si sa, lo devi avere perché indicizza…), parcheggiato ai bordi del sito come un auto rubata in un sobborgo di Scampia.

Ma sei sicuro che quello che stai scrivendo funzioni? Che riesca a catturare l’attenzione dei visitatori nel modo giusto e li faccia scivolare sempre più giù, nel tuo imbuto di vendita?

Navigando tra ecommerce qua e là sul web ho trovato 5 errori che dovresti avere la cura di non commettere:

 

1. Parla come mangi (e dai del Tu)

 

Uno degli errori più comuni del copywriting è quello di complicare oltremisura la comunicazione, con formule contorte che non fanno altro che incasinare la testa di chi ti legge.

Guarda ad esempio che tipo di comunicazione ha scelto il sito www.artemobili.it per descrivere il proprio prodotto di punta:

copy ecommerce

 

Solo leggendo la prima frase si possono trovare 2 errori da non commettere mai quando si sta parla di scrivere per vendere qualcosa.

  • Non rivolgerti ad un soggetto generico "Chiunque". Quali sono le tue intenzioni, vendere a "chiunque fosse interessato", o vendere alla persona specifica che ti sta leggendo? Perché nel secondo caso, dovresti rivolgerti a LUI e non a un chiunque. Non importa se vendi nel B2B o al B2C, davanti a te c'è in ogni caso una persona fisica in carne ed ossa.
  • Non utilizzare verbi al condizionale o al congiuntivo. Dovrebbe esserti chiaro che qui non si stanno scrivendo saggi o romanzi. La scrittura per la vendita serve per formare immagini mentali nella mente del lettore e spingerlo a continuare il suo percorso di acquisto.

Ogni riga di comunicazione deve essere chiara e avere come unico fine quello di sciogliere i dubbi, non crearne di nuovi! Utilizza verbi all'indicativo ed evita lunghe subordinate o richiami a mondi possibili del tipo "se uno fosse...troverebbe".

Quindi proviamo a ricostruire la frase dell'immagine in termini comprensibili e più adatti alla vendita:

Tutti coloro che fossero alla ricerca di punti vendita mobili Bauhaus, perché amano il design essenziale e puro e spazi contemplativi e diafani, si sono certamente accorti che sono numerosi gli aspetti da vagliare prima di acquistare mobili in “stile Bauhaus”.

la facciamo diventare

Anche tu sei un amante del design classico ed essenziale che caratterizza i mobili Bauhaus? Allora saprai anche che sono numerosi gli aspetti da tenere in considerazione prima di acquistarne uno".

Come puoi vedere, ho fatto una operazione di sottrazione, sostituendo all'impersonale "Tutti coloro che fossero" una più personale domanda "anche tu sei...?" e rendendo meno contorto il seguito del messaggio.

Ogni volta che scrivi una descrizione (che sia di un prodotto, o servizio, oppure della tua azienda) dovresti farla leggere ad un bambino di 6 anni. Se la capisce al volo senza problemi, allora funziona. Non è un lavoro semplice!

 

2. Non esagerare con la sincerità!

 

La sincerità è una delle virtù migliori, nella vita come nella vendita. Nessuno vorrebbe acquistare da persone disoneste, per questo occorre sempre essere trasparenti con i clienti.

Ma c'è un limite anche alla sincerità! Guarda per esempio www.universocasa.biz cosa scrive nella propria Value Proposition in homepage:

 

copy ecommerce

Con una sincerità (e ingenuità) spiazzante, viene svelato il vero scopo dell'ecommerce: trovare un nuovo canale di vendita per uscire dalla crisi e continuare la propria attività di mobilieri.

Ecco, questo è il genere di confessione da fare alla propria moglie prima di addormentarsi, o ad un amico al Pub dopo un paio di birre.

Ma davvero pensi di poter impietosire un utente a cui del tuo successo/fallimento non gliene può fregare mezzo?

E attenzione perché non si sta parlando di no-profit e beneficienza, settore in cui le logiche sono un pò diverse. Nel libero scambio delle merci gli utenti scelgono te solo se sai dargli vantaggi immediati (reali o percepiti) superiori all'offerta della concorrenza, e sono pronti a scaricarti senza pietà non appena si imbattono in offerte migliori.

Una frase  del genere

"offrire al consumatore arredamenti e accessori [...] per un progetto di commercio sostenibile che permetta a noi di continuare la nostra tradizione di mobilieri" 

sposta il focus dei vantaggi dal cliente al venditore. Il messaggio che arriva alla mente del consumatore è "compra sul mio sito e aiutami a campare". Niente di più sbagliato!

 

3. Non creare una babele di linguaggi

 

Su questo punto c'è poco da discutere. Se il tuo sito è in italiano, dovrai scrivere in italiano, se è in inglese in inglese. Se ti rivolgi ad utenti di nazionalità diverse, crea versioni multilingua del sito. Chiaro no?

E allora per quale ragione si vedono in giro cose di questo tipo?

come scrivere copy per ecommerce

Nonostante il sito è in versione italiana (vedi in alto a sinistra) i due principali richiami alla Value Proposition, la scritta "Outdoor forniture" sotto al logo e quella nell'unica slide in caratteri cubitali "Modern Outdoor objects you will love" sono in inglese.

E va beh! Dirai, ormai l'inglese è d'obbligo, dà un taglio internazionale e soprattutto fa figo. Ma sei davvero sicuro delle competenze multilingua dei tuoi utenti?

E non sto parlando di saper tradurre queste brevi espressioni (operazione molto semplice) ma dell'avere così dimestichezza con l'inglese da far si che nella propria mente si creino le immagini mentali necessarie a catturare l'interesse.

Salvo poche persone realmente bilingue, la nostra mente impiega meno tempo a processare la parola "sedia" rispetto alla parola "chair", nonostante il significato sia lo stesso.

 

4. Non utilizzare più di 2 font tra titolo, sottotitolo e corpo testo

 

Se non hai comptenze in materia di font, ti consiglio di utilizzare solamente un font per tutti i tuoi testi.

Una soluzione ancora migliore utilizzata da molti graphic designer consiste nell'accostare font diversi per il titolo e il testo, in modo da creare un piacevole contrasto nella lettura. L'operazione è più rischiosa in quanto dovrai accostare font che stanno bene l'uno con l'altro ed evitare un effetto "stridente".

In ogni caso MAI accostare più di 2 font come hanno fatto questi di infabbrica.com

copy ecommerce best practices

L'impressione è quella di un dito in un occhio. Brutto esteticamente, ma soprattutto poco pratico. Il lettore non ha voglia di metterci impegno quando ti legge, e tu dovresti assecondarlo se vuoi che ti compri qualcosa.

 

5. Se inviti l'utente a compiere una azione, fagli trovare una call to action!

 

Come sembra ormai essere di moda, il sito masionline.it si apre subito con un pop up:

copy ecommerce esempi e best practices

Piccola parentesi: se proprio ci tieni a disturbare la navigazione dei tuoi visitatori urlandogli in faccia di iscriversi alla tua newsletter, abbi la decenza di farlo dopo almeno 30 secondi che sono sul tuo sito, o ancora meglio dopo che hanno visualizzato almeno 3 pagine, o ancora dopo una specifica azione.

Almeno così sarai sicuro di parlare a chi si è fatto una idea di quello che sei e quello che vendi. Per quale ragione un utente appena atterrato sul tuo sito, che non ti conosce e non sa se sei affidabile, dovrebbe aver voglia di farsi mandare altro spam sulla propria casella di posta già intasata?

 

Ma parlando di copy, il punto è: mi chiedi di iscrivermi alla tua newsletter e mi dai in cambio uno sconto. Anche ammesso che possa interessarmi la cosa,

come faccio a iscrivermi alla tua newsletter?

Chiaramente sotto al testo del pop up dovrebbe trovarsi una call to action, con un campo per inserire la mail e un pulsantone di invio. Invece non compare nulla, solo un invito ad iscriversi. Pensi che una volta chiuso il pop-up l'utente andrà a cercare spontaneamente sul tuo sito il campo di iscrizione?

Credo proprio di no. Si dimenticherà di quello che gli hai appena detto e tu avrai sprecato una occasione per rimanere in contatto con lui.

 

Conclusioni

Il copywriting è forse l'arma più micidiale di vendita che hai a disposizione. I testi accompagnano il visitatore lungo i percorsi che portano al funnel di vendita, e il non prestarci abbastanza attenzione si traduce in una perdita dell'interesse verso quello che hai da offrire.

Cerca di essere chiaro in quello che scrivi e non dare per scontato cose che per te lo sono. Dall'interno del tuo settore le cose possono sembrare più semplici di quelle che sono per un utente che non ti hai mai visto e che sarà disposto a concederti solo una manciata del suo prezioso tempo per convincerlo che tu hai quello che cerca.

La presentazione che fai di te stesso e della tua attività è fondamentale e sarà in grado di decidere le sorti delle tue vendite!

 

Alla prossima!

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Marketing Automation Specialist - Mi occupo di marketing comportamentale e personalizzazione dell'esperienza di acquisto online. Ogni utente è diverso ed ha specifiche esigenze: è il sito che deve adattarsi a loro e non viceversa!
4 Comments
  1. Nome Cognome 13 marzo 2015 at 9:04

    Per favore, giovani neocopywriter già in grado di insegnare il mestiere al popolo, rileggete questi post prima di pubblicarli. Non ci si può ergere da maestri della scrittura e buttare là un “pò”, un “si” (al posto di sì), un “comptenze”, un “funnel di vendita” seguito dal consiglio “cerca di essere chiaro in quello che scrivi e non dare per scontato cose che per te lo sono”.

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    • Marco Santandrea 13 marzo 2015 at 10:21

      Grazie Nome Cognome per i preziosi consigli! è sempre istruttivo confrontarsi con studenti delle scuole elementari freschi di grammatica di base!

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  2. Nome Cognome 13 marzo 2015 at 10:26

    La mia provocazione è riuscita, hai perso le staffe per un commento rivelando cosa pensi veramente: ortografia e “grammatica di base” sono cose superate, da studenti delle elementari, non certo materia per i nuovi professionisti del web, molto al di sopra di queste cosucce.

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    • Marco Santandrea 13 marzo 2015 at 10:37

      ma come…era solo una provocazione? Io qui in ufficio avevo già cominciato a dare di matto, stavo urlando e spaccando ogni cosa dalla rabbia. Solo per uno scherzo?! Ora mi tocca risistemare tutto. Non si fa, suvvia..

      Reply

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